Induzione indebita, inflitti 4 anni a ex tecnico dell’Agenzia Entrate

L’accusa: «Ha indotto un professionista a dargli delle somme per registrare delle pratiche catastali» Il pm aveva chiesto una condanna a 6 anni di carcere. La difesa ricorrerà per ottenere l’assoluzione
L’AQUILA. Quattro anni di reclusione sono stati inflitti dal tribunale a un ex responsabile del servizio “documenti catasto fabbricato” dell'Agenzia delle Entrate, ufficio provinciale-L'Aquila territorio. Si tratta di Pierluigi Bianchini per il quale il pm Fabio Picuti aveva chiesto sei anni di carcere. E’ stato ritenuto responsabile del reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Per la verità, inizialmente, l’imputato era stato accusato di reati più pesanti ovvero il peculato e concussione ma poi c’è stata la derubricazione in un’imputazione meno grave.
Le investigazioni, avviate sulla scorta delle anomalie rilevate dall'Ufficio finanziario e da questo segnalate con denuncia alla Polizia Tributaria, hanno mostrato delle condotte illecite da parte del responsabile del servizio.
Questi, avendo in ragione dell'incarico ricoperto la disponibilità di somme di denaro derivanti dal pagamento dei tributi per le pratiche catastali di nuovo accatastamento delle proprietà immobiliari o per variazioni catastali di edifici già esistenti, si sarebbe appropriato della somma complessiva pari a 1.400 euro omettendone il versamento all'Erario e consegnando, per ricevuta, agli ignari presentatori delle istanze (di accatastamento) quietanze relative a pratiche di anni precedenti.
Le indagini condotte attraverso l'esame del carteggio gestito dal funzionario, anche tramite l'assunzione di testimonianze di altre persone, hanno fatto emergere episodi illeciti.
Più in particolare sarebbe stato accertato che l'imputato aveva indotto un professionista a consegnargli, nel periodo dal gennaio del 2011 al novembre 2014, la somma complessiva di 5.500 euro per la registrazione di 100 pratiche edilizie secondo un preciso “tariffario” che teneva conto della tipologia degli immobili da accatastare.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Emilio Bafile ,ha proposto una valutazione dei fatti del tutto diversa; i giudici hanno ridotto lo spessore delle accuse ma la condanna è stata inevitabile. Di qui un ricorso in appello per un verdetto diverso.
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