Infermiera trovata morta: oggi l’addio nel suo paese

A Civitaretenga, frazione di Navelli, i funerali della 37enne Federica D’Innocenzo Cordoglio dell’Ordine nelle parole della presidente Ianni: dolore che colpisce
L’AQUILA. Per l’ultimo saluto Federica D’Innocenzo tornerà nel suo paese di origine. Si terranno a Civitaretenga i funerali dell’infermiera di 37 anni trovata senza vita sabato nella sua abitazione all’Aquila, dove si era trasferita lavoro. Il rito sarà celebrato domani, alle 16.30, nella chiesa parrocchiale della frazione di Navelli dove Federica era nata e dove vive la sua famiglia. In tanti si sono stretti al dolore dei genitori Luigi e Ines e al fratello Antonio e la notizia della morte della giovane infermiera, secondo gli inquirenti per un gesto estremo, ha lasciato senza parole chi la conosceva e anche il personale sanitario dell’ospedale San Salvatore, dove aveva preso servizio da poco, rispondendo a un avviso pubblico. Sabato era attesa a casa dei genitori per un pranzo in famiglia. Ma non è mai arrivata. Sono stati proprio i parenti, non vedendola arrivare a lanciare l’allarme che ha portato alla tragica scoperta. Federica è stata trovata esanime nell’abitazione di via Di Vincenzo, nel quartiere di Sant’Antonio. I soccorsi, per quanto rapidi, si sono rivelati inutili. In base ai primi accertamenti, infatti, Federica sarebbe morta circa 12 ore prima del suo ritrovamento. Gli elementi raccolti dalla polizia nell’appartamento, tra cui un biglietto scritto dalla 37enne, hanno indicato come ipotesi più probabile quella di un atto di disperazione che, per familiari e amici, risulta comunque inspiegabile. L’ultima telefonata di Federica con i genitori c’era stata proprio venerdì sera e nulla lasciava presagire un epilogo così tragico.
Al cordoglio e all’incredulità per la morte della giovane collega si unisce l’Ordine delle professioni infermieristiche. Lo fa attraverso le parole della presidente provinciale, che è anche assessore in Comune, Maria Luisa Ianni. È lei a sottolineare il dolore e la costernazione per la tragedia che ha investito Federica e la sua famiglia, alla quale rivolge le condoglianze, esprimendo la vicinanza di tutti i colleghi. La presidente dell’Ordine, però, dà anche una lettura particolare della drammatica vicenda. «I dolorosi fatti non possono che accendere ulteriormente delle riflessioni sul tema del benessere psico fisico delle professioni di cura», afferma, «sono stati infatti i professionisti di questo settore, con i loro diversi ruoli e mansioni, i primi a essere chiamati ad affrontare un’emergenza di enorme portata come quella del Covid e in un recente passato quella del terremoto, che incidono e hanno inciso non solo sui carichi di lavoro e sulla stanchezza fisica, ma anche sulla loro salute psicologica. Mai come oggi», sottolinea Ianni, «appare chiara l’importanza di pianificare e mettere in atto politiche e strategie di prevenzione della salute mentale di coloro ai quali è affidata l’erogazione dell’assistenza. Riconoscere le fonti di ansia consente ai leader e alle organizzazioni sanitarie di sviluppare approcci mirati per affrontare queste preoccupazioni e fornire supporto specifico, soprattutto nei momenti in cui è necessaria la loro capacità di mantenere la calma e rassicurare i cittadini». La presidente degli Infermieri, vuole accendere un faro su una realtà che, secondo lei, spesso viene oscurata: «Ci hanno chiamati eroi un termine che vuole dare onore a questa categoria, ma che di certo nessuno vuole sentirsi ripetere. Troppe volte siamo stati fatti oggetto di violenze, fisiche e verbali». La presidente ritiene inderogabili «interventi sistematici» di sostegno agli infermieri «per rilevare e monitorare il di-stress lavorativo e porre in essere misure di contenimento e gestione del disagio».
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