Influenza, per i vaccini è corsa alle prenotazioni

Partita la somministrazione delle dosi alle fasce più a rischio della popolazione Tanti cittadini: «I numeri telefonici per gli appuntamenti sono sempre occupati»
L’AQUILA. È partita senza particolari disagi la campagna per le vaccinazioni antinfluenzali. L’avvio dell’iniziativa è stato accompagnato, però, da diverse segnalazioni da parte di utenti che lamentano problemi con il sistema di prenotazione telefonica messo in funzione dall’Asl a partire da martedì. A disposizione ci sono sei linee corrispondenti ad altrettante zone del territorio di competenza dell’azienda sanitaria che, a quanto pare, non sono risultate sufficienti a smistare l’enorme mole di chiamate.
L’allarme per il riacutizzarsi dei contagi da coronavirus ha scatenato la corsa alla prenotazione che di fatto ha intasato i numeri telefonici a cui rivolgersi per il vaccino. «Provo da ore a chiamare in continuazione», è la lamentela ricorrente da parte di tanti cittadini, aquilani ma anche della Marsica, «e il numero è sempre occupato». Gli utenti vorrebbero che le linee disponibili fossero aumentate, ma probabilmente non basterebbe neppure questo ad accontentare tutti in tempi rapidi. «Si parla tanto di prevenzione», protestano comunque i cittadini che, nonostante i ripetuti tentativi, non sono riusciti a prendere la linea, «ma in pratica non possiamo farla». Alcuni sottolineano il fatto di avere figli piccoli e familiari anziani o di essere lavoratori a contatto con il pubblico, per cui avrebbero particolare bisogno della copertura vaccinale contro l’influenza di stagione.
Le dosi a disposizione della Asl aquilana sono 92mila, più del doppio di quelle somministrate l’anno scorso. L’azienda sanitaria, guidata da Roberto Testa, ha allestito un calendario dettagliato per la loro distribuzione.
Dal primo ottobre è scattata l’operazione per le Rsa e da ieri è partita la somministrazione alle fasce più a rischio. Tra queste, per le quali la vaccinazione è fortemente consigliata, rientrano ultra sessantacinquenni, bambini e adolescenti «in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico», nonché malati affetti da patologie croniche, donne in gravidanza o che stanno affrontando il post partum, i ricoverati in strutture per lungodegenti, operatori sanitari, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio, operatori di «servizi pubblici di primario interesse collettivo», chi per motivi di lavoro è a contatto con animali e donatori di sangue attivi. Il vaccino è raccomandato, inoltre per persone di età compresa tra 60 e 64 anni, nonché per i bambini da sei mesi a sei anni. In riferimento a questi ultimi, però, ci sono difficoltà evidenziate dai pediatri per l’adesione volontaria alla campagna promossa dall’Asl. I medici ritengono, per esigenze di sicurezza, di non poter somministrare le dosi nei loro studi e hanno chiesto all’azienda spazi alternativi idonei e personale di supporto. (g.d.m.)
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