Infuria la polemica su Liris e sul rientro in Asl
Centrosinistra attacca: «Non è un volontario, ma dirigente con Testa». Scimia: non ha commesso reati
L’AQUILA. Continuano le polemiche sulla decisione dell’assessore regionale al Bilancio e al Personale, Guido Quintino Liris, ex vicesindaco dell’Aquila, di tornare in corsia, come medico, al San Salvatore, con un contratto part-time, al 30 per cento dell'orario, in modo da poter svolgere anche l’attività politica. A scagliarsi contro la scelta è tutto il centrosinistra e i circoli locali del Pd.
«Imbarazzante faziosità», è però per Leonardo Scimia, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
«Non si tratta di un ritorno da volontario medico in corsia, come stanno facendo in questi giorni tante e tanti medici e infermieri, ma da dirigente Asl nello staff del manager Roberto Testa (con relativa indennità part time da dirigente Asl, che va cumulandosi a quella di assessore regionale)», scrivono, invece, Stefano Albano e Stefano Palumbo (Pd), Giustino Masciocco e Fabio Ranieri (Articolo uno), Lelio De Santis (Idv), Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli (Sinistra italiana) e Carla Cimoroni (Coalizione sociale). «A prescindere dal possibile danno erariale, ci chiediamo se è corretto che sia stato nominato dirigente da colui (Testa) che è, a sua volta, nominato dalla Regione in un gioco di matrioske. Il sindaco Pierluigi Biondi era a conoscenza dell’atto con cui si disponeva l’incarico e, in caso affermativo, ha provveduto a disporre gli atti consequenziali?».
Anche i circoli del Pd scendono in campo, come i rappresentanti dei circoli di Arischia, Barisciano, Pizzoli, Sassa, Scoppito e Tornimparte. Che parlano di «atto di prevaricazione ai danni della legalità e di tutta la comunità aquilana e abruzzese. L’assessore torna a fare l’amministrativo, incardinandosi nello staff del dirigente Testa, che ha contribuito a nominare, di cui ha aiutato ad approvare l’aumento di stipendio, per il quale approva, in veste di assessore regionale al Bilancio, le disposizioni economiche relative alla sanità», scrivono i rappresentanti dei circoli. «Ci rivolgiamo al sindaco, al Comitato ristretto dei sindaci e a tutti i primi cittadini del comprensorio, che gravano sulla Asl 1, al presidente della Regione e alla giunta, affinché avviino i necessari provvedimenti».
Il consigliere comunale Leonardo Scimia definisce «faziose» le polemiche del Pd: «Non ci sarà nessuno scippo di reparti all'ospedale San Salvatore, Liris non sta compiendo nessun reato, né si sta arricchendo in corsia, il Centro operativo comunale non si può attivare perché non è l'amministrazione a decidere, ma c'è comunque un'Unità di crisi in cui tra i rappresentanti c’è anche un consigliere comunale di opposizione. L'amministrazione aquilana e il governo regionale stanno lavorando in maniera eccellente nell'emergenza». (m.c.)
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