Ingegnere morto a 47 anni Il fratello: tanta solidarietà

13 Febbraio 2021

Fabrizio Paolini racconta il dramma di Raffaele ucciso dal Covid: «Un grande affetto l’umanità incontrata in questi ultimi due mesi rende la sua assenza più sostenibile»

SULMONA. «Quando nella vita ti imbatti nell’imprevedibile e vivi l’impotenza in ogni azione di contrasto a quella grande e inimmaginabile imprevedibilità, fai i conti con le tue più grandi umane fragilità». Comincia così la lettera aperta che Fabrizio Paolini, a cui il Covid ha portato via alcuni giorni fa il fratello Raffaele, stimato ingegnere di 47 anni, morto dopo due mesi di ricovero al Policlinico Umberto I di Roma, ha voluto simbolicamente indirizzare ai tanti che non hanno fatto mancare il loro sostegno e la loro solidarietà a Raffaele e ai suoi familiari.
«In questi due mesi di lotta per la vita di mio fratello Raffaele le mie umane fragilità le ho sentite addosso, tutte, ogni minuto di interminabili giornate, ogni volta che le cose non andavano come avrebbero dovuto essere nella mia mente. Ma ogni volta, una mano era lì a sostenere, una parola a confortare. Sono state tante le manifestazioni di vicinanza e di affetto di amici e parenti, di medici e di infermieri che si sono presi cura di mio fratello, di una comunità intera che ha incessantemente pregato per la sua guarigione. Una solidarietà fraterna», aggiunge Fabrizio Paolini, «una condivisione affettiva e di fede che ha sostenuto le umane fragilità e ci ha permesso di affrontare questi due difficili mesi. Ringrazio tutti, uno ad uno, per il sostegno e le innumerevoli manifestazioni di affetto. In particolare ringrazio tutti coloro che, come fratelli, hanno condiviso con me ogni difficile decisione, ogni impotenza, ogni momento critico».
Un “grazie di cuore” per i tanti che nei giorni del dolore sono stati vicini a Raffaele e alla sua famiglia. A cominciare dal personale del reparto di rianimazione dell’ospedale di Sulmona «che con grande professionalità e straordinaria umanità hanno preso per mano mio fratello, in quei difficili giorni di ricovero». E poi l’intero reparto della Rianimazione Covid, IV Chirurgia dell’Umberto I di Roma, «per l’attenzione e la professionalità dimostrata ogni giorno nei confronti di mio fratello e per me, soprattutto quando il sapere non era sufficiente a contrastare l’imprevedibile. E quando questo accade, quando l’impotenza ti rende fragile», aggiunge Paolini, «rimane l’umanità. Ed io ho incontrato in questi due mesi tanta umanità, tanta condivisione, tanta preghiera. Un dono grande che non dimenticherò e che rende la perdita di mio fratello Raffaele e la sua assenza più sostenibile».
Intanto, sono 13 i positivi Covid in Centro Abruzzo stando all’ultimo bollettino. Cinque i nuovi casi a Pratola Peligna, tutti riconducibili a un unico nucleo familiare. Ai pazienti Covid tracciati dall’azienda sanitaria, vanno aggiunte due persone che nel pomeriggio si sono presentate nell’ex Caserma Battisti di Sulmona per sottoporsi al test antigienico rapido dell’Ana. Su 48 tamponi svolti sono state intercettate due positività. Sul territorio intanto restano sorvegliate 15 classi di scuola: 6 a Sulmona, 4 a Raiano, 3 a Pratola e 2 a Scanno. Ieri è terminata la quarantena per una classe seconda dell’Istituto Dottrina Cristiana e per una prima e una terza della scuola media di Raiano.
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