«Ingegneri lenti»: il Comune studia le sanzioni ai tecnici

14 Maggio 2016

L’assessore Di Stefano minaccia di commissariare i cantieri «Aspettiamo da due anni le integrazioni di alcuni progetti»

L’AQUILA. Sanzioni per i tecnici troppo lenti nel consegnare al Comune le integrazioni ai progetti di recupero dei palazzi privati, necessarie per poter ottenere i contributi e aprire i cantieri. E poi anche commissariamento degli aggregati inadempienti, quelli che pur avendo ottenuto i contributi per ricostruire restano fermi per responsabilità dei committenti o degli amministratori.

Il Comune è pronto a passare alle “maniere forti” per correggere quella che sta diventando, per l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, una “stortura” che finisce per incidere anche sul bilancio del Comune, oggi con un buco da 24 milioni. «Quando abbiamo chiesto i 230 progetti parte seconda (quelli esecutivi dopo la prima parte della scheda parametrica) ne sono arrivati soltanto 117», spiega Di Stefano, «dei quali oltre il 50% ha bisogno di un’integrazione perché ci sono “deficienze” progettuali. Si è disattenti nel compilare i progetti e quindi gli uffici chiedono che si chiariscano alcune parti, ma i tecnici se la prendono troppo con comodo. Addirittura», prosegue Di Stefano, «aspettiamo integrazioni per alcuni progetti da due anni. Uno scandalo».

Il Comune sta studiando in questi giorni il modo per sanzionare i ritardi dei professionisti, allo stesso modo in cui vengono multate le imprese che non procedono con i lavori. «Inadempienze», spiega l’assessore, «che incidono sia sulle spese per l’assistenza alla popolazione» (se le case non vengono ricostruite le persone non lasciano gli alloggi provvisori), «sia sul fronte della ripresa socio-economica dei centri storici». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo il Comune a tentare la via delle sanzioni, è la vicenda della ricostruzione del Duomo di San Massimo, che tra l’altro, è una delle poche chiese a non essere stata protetta con strutture apposite dall’allora vicecommissario ai Beni culturali della Protezione civile Luciano Marchetti. Dopo aver superato una serie di limitazioni normative, ora, sull’avvio dei lavori di recupero, pesa la lentezza nella presentazione di alcune integrazioni al progetto, in particolate relative agli stabili adiacenti a San Massimo, alloggi della Curia arcivescovile e appartamenti di cittadini privati. In generale, il ritardo dei tecnici tiene fermi nelle casse del Comune centinaia di milioni di euro di fondi statali, rallentando il rientro a casa e di conseguenza anche la ripresa del pagamento della Tari, una delle entrate locali fondamentali per il bilancio del Comune. «Non è che qualcuno ci sta marciando?», prova a supporre l’assessore. La struttura di missione a Roma, intanto, ha chiesto alla Ragioneria dello Stato l’accredito per L’Aquila di ulteriori 150 milioni, soldi da trasferire nei conti correnti dedicati agli edifici da ricostruire. «Di fronte a questa programmazione economica da parte del governo», conclude Di Stefano, «mi aspetto uno scatto d’orgoglio dalla comunità locale».(m.g.)

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