Ingiusta detenzione Petrilli non si ferma
«Ci voleva una polemica per far uscire fuori la verità. In difesa del procuratore generale di Catanzaro Gratteri, il ministro della giustizia fa affermazioni uniche, ma reali». Lo afferma Giulio...
«Ci voleva una polemica per far uscire fuori la verità. In difesa del procuratore generale di Catanzaro Gratteri, il ministro della giustizia fa affermazioni uniche, ma reali». Lo afferma Giulio Petrilli, che da anni si sta battendo per il risarcimento da parte dello Stato italiano per ingiusta detenzione.
«Finalmente il ministro della Giustizia Bonafede ha chiarito che in tutte le sedi di Corte d'appello le istanze per il risarcimento per ingiusta detenzione rigettate sono di molto superiori a quelle accolte», dice Petrilli. Che aggiunge: «L'ho sempre sostenuto, avendolo vissuto sulla pelle, sei anni di ingiusta detenzione per il reato di banda armata , ma non risarcito per cattive frequentazioni.
Un comma che stabilisce il giudizio morale, palesemente anticostituzionale e per questo le istanze per il risarcimento da ingiusta detenzione vengono rigettate. Combatto da sempre, anche insieme ad altri, per l'abolizione di questo comma, ma invano. Ora però, per la prima volta, un ministro della Giustizia riconosce che esiste questo problema, anche se la sua affermazione è per dire che la Corte d'appello di Catanzaro invece è in controtendenza e risarcisce tutti. Unica Corte d'appello che si comporta così' in Italia e per questo ha il record dei risarcimenti economici.
Spero che ora tutti aprano gli occhi su questa tematica».
«Finalmente il ministro della Giustizia Bonafede ha chiarito che in tutte le sedi di Corte d'appello le istanze per il risarcimento per ingiusta detenzione rigettate sono di molto superiori a quelle accolte», dice Petrilli. Che aggiunge: «L'ho sempre sostenuto, avendolo vissuto sulla pelle, sei anni di ingiusta detenzione per il reato di banda armata , ma non risarcito per cattive frequentazioni.
Un comma che stabilisce il giudizio morale, palesemente anticostituzionale e per questo le istanze per il risarcimento da ingiusta detenzione vengono rigettate. Combatto da sempre, anche insieme ad altri, per l'abolizione di questo comma, ma invano. Ora però, per la prima volta, un ministro della Giustizia riconosce che esiste questo problema, anche se la sua affermazione è per dire che la Corte d'appello di Catanzaro invece è in controtendenza e risarcisce tutti. Unica Corte d'appello che si comporta così' in Italia e per questo ha il record dei risarcimenti economici.
Spero che ora tutti aprano gli occhi su questa tematica».

