Ingoia 2 euro, salvato bimbo di sei anni

19 Maggio 2019

Il piccolo sottoposto d’urgenza a un intervento endoscopico in ospedale per recuperare la moneta finita nello stomaco

SULMONA. Stava giocando in casa con una moneta da due euro che aveva trovato su un tavolino. Maneggiandola ripetutamente gli è finita prima in bocca e, dopo averla ingoiata, nello stomaco. Poteva finire in tragedia l’incidente domestico del quale è rimasto vittima un bambino di sei anni. Ad evitare il peggio la prontezza del padre che, vedendo il figlio tossire continuamente con il respiro affaticato, ha capito immediatamente che stava accadendo qualcosa di grave e per questo ha raggiunto l’ospedale cittadino dove i medici del reparto di chirurgia e di rianimazione sono riusciti a recuperare la moneta nello stomaco del bambino prima che finisse nell’intestino creando conseguenze irreparabili.
Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi all’interno di un’abitazione nella zona di Porta Napoli. Come detto il bimbo che ha appena compiuto sei anni, stava giocando con una moneta da due euro.
Inavvertitamente l’ha ingoiata e subito ha iniziato a tossire e ad avere difficoltà respiratorie. Vedendolo in difficoltà il padre non ha perso tempo andando in soccorso del piccolo per cercare di aiutarlo a superare il momento critico. Ma quando il bambino gli ha riferito di aver ingoiato la moneta, il genitore non ha perso tempo ed è salito sulla sua auto diretto in ospedale. I medici del pronto soccorso, dopo una consulenza coi pediatri dell’ospedale di Pescara, hanno anche ventilato l’ipotesi, come dichiarato dal padre, di una possibile espulsione della moneta per vie naturali. Ma l’uomo, evidentemente non del tutto rassicurato, si è rivolto al dottor Armando Capanna, specialista della chirurgia endoscopica. «È stato il dottor Capanna a consigliare un intervento immediato, perché passando per l’esofago la moneta difficilmente sarebbe transitata dal piloro al duodeno, anticamera dell’intestino», afferma il padre evidenziando la felice intuizione del chirurgo che non ha esitato un attimo sottoponendo il bambino ad intervento endoscopico in anestesia totale. Un’operazione delicata che ha però consentito di recuperare la moneta e di evitare al bambino qualsiasi rischio e pericolo. «Non finirò mai di ringraziare tutti i medici che hanno dato il loro contributo, dando prova di grande professionalità e disponibilità, per salvare mio figlio», conclude l’uomo tirando un gran respiro di sollievo. Una storia fortunatamente a lieto fine con il papà del bambino pronto a ringraziare, oltre al dottor Armando Capanna, anche Vincenzo Pace, primario del reparto di Rianimazione, Mauro Gabrielli, dirigente del reparto Ematologia e la pediatra Gianna Tollis.
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