Inno d’Italia per l’ultimo saluto ad Antonio

17 Agosto 2017

Folla ai funerali celebrati nella frazione di San Pelino, l’operaio della Cartiera ucciso da un malore

AVEZZANO. Sulle note della canzone “La notte” di Adamo e dell’Inno di Mameli, la frazione di San Pelino e gli amici di una vita hanno voluto porgere l’ultimo saluto ad Antonio Fracassi, morto per un malore ad appena 42 anni. Fracassi, conosciuto con il soprannome di Scertone (ieri anche uno striscione con la scritta “Ciao Scertò”), è deceduto il giorno di Ferragosto nella propria abitazione.
Nonostante l’allarme della moglie Silvia e l’arrivo tempestivo dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato niente da fare. A ucciderlo sarebbe stato un infarto. Gli amici lo chiamavano anche “il gigante buono”, per la sua corporatura robusta e il suo impagabile altruismo e la grande generosità. Doti ricordate anche nel corso dei funerali celebrati ieri in una chiesa gremita e carica di commozione. «Un uomo come pochi», lo ricordano quanti lo hanno conosciuto e amato in questi anni, «un vero gigante buono, sempre sorridente e pronto a dare una mano al prossimo. La notizia della sua prematura scomparsa ha addolorato un’intera comunità. Ancora non riusciamo a credere che possa essere capitata una simile disgrazia, evidentemente qualcuno in cielo aveva bisogno di un gigante buono. In questo momento doloroso il nostro pensiero va alla famiglia e soprattutto al bimbo che Antonio lascia».
Fracassi era molto conosciuto ad Avezzano e a San Pelino. Proprio nella frazione, la moglie del 42enne gestisce un bar, punto di riferimento per molti residenti. Antonio Fracassi era un dipendente della Cartiera Burgo e ieri anche tanti colleghi hanno partecipato al rito funebre. Alcuni sono tornati da posti di villeggiatura. Oltre alla moglie, lascia un bimbo di tre anni. (r.rs.)
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