Innocenzi: «Celano onori Corbi e i due braccianti uccisi»

CELANO. Intitolare una strada al partigiano Bruno Corbi e apporre, sulla facciata esterna del Comune, una lapide che rechi l’epigrafe in ricordo di Antonio Berardicurti e Agostino Paris, i due...
CELANO. Intitolare una strada al partigiano Bruno Corbi e apporre, sulla facciata esterna del Comune, una lapide che rechi l’epigrafe in ricordo di Antonio Berardicurti e Agostino Paris, i due braccianti uccisi nell’eccidio di Celano del 1950. La proposta arriva dall’avvocato Francesco Innocenzi, storico esponente della sinistra celanese. «Bruno Corbi», spiega l’avvocato Innocenzi, «è stato uno dei protagonisti indiscussi della lotta al fascismo». Corbi, nato ad Avezzano nel 1914, laureato in legge a Roma nel 1936, entrò a far parte della organizzazione clandestina del Pci nel 1934, svolgendo attività in Italia e, nel 1939, in Francia. Rientrato in patria fu arrestato e deferito al Tribunale speciale che lo condannò a 17 anni di carcere. Riacquistò la libertà nell’estate 1943 e, dopo l’8 settembre, fu tra gli organizzatori della Resistenza armata in Abruzzo, al comando della formazione autonoma Banda Marsica. Catturato dai tedeschi, venne condannato a morte, ma dopo 44 giorni riuscì a fuggire dal castello dell’Aquila dov’era stato rinchiuso in attesa dell’esecuzione. Ritornato sui monti, riprese la lotta alla testa della sua formazione. Subito dopo la liberazione fu chiamato dalla direzione del Pci a dirigere la federazione dell’Aquila e fu poi nominato vicesegretario regionale del partito. Nel 1946 venne eletto alla Costituente dove entrò a far parte della Commissione dei 75 che elaborò la Costituzione della Repubblica e successivamente deputato per l’Abruzzo alla I e alla II legislatura. Innocenzi ricorda ancora come Corbi «ebbe un importante ruolo nelle lotte contadine contro Torlonia. Nel 1950, a Celano, si consumò l’eccidio dei lavoratori, fu proprio Corbi a scrivere l’epigrafe sulla lapide delle due vittime».
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