Inps, aggressioni contro gli addetti «Colpa dell’assenza di vigilanza»

19 Gennaio 2024

Il sindacato Fesica-Confsal prende posizione dopo il caso dei giorni scorsi risolto dai carabinieri: «Gli episodi di violenza continuano. L’avevamo previsto in estate: manca chi può gestire l’utenza»

L’AQUILA. Allarme aggressioni all’Inps dell’Aquila. A lanciarlo è il segretario provinciale del sindacato Fesica-Confsal Marcello Vivarelli, dopo l’episodio di violenza avvenuto al Centro medico legale dell’Istituto, dove tre giorni fa un uomo ha dato in escandescenza scagliandosi contro alcuni oggetti e costringendo gli operatori a chiamare i carabinieri in assenza di un servizio di vigilanza o di portierato. «Gli episodi di violenza non soltanto verbale agli sportelli non si arrestano e le segnalazioni per la brutta aria che si respira ogni giorno sia all’Inps che al Centro medico legale non smettono di arrivare», spiega Vivarelli, che precisa: «Per noi questa non è una sorpresa, visto che pochi mesi fa abbiamo lanciato l’allarme per qualcosa che poi è effettivamente accaduto, cioè il taglio delle ore di lavoratori, purtroppo sempre precari, tra i quali quelli che si occupano di pulizie e portierato, ossia chi, in assenza di guardie non necessariamente armate, rappresentavano quantomeno un filtro specie per le situazioni più difficili per la gestione dell’utenza». Vivarelli che torna dunque a denunciare una situazione di rischio per i dipendenti del Centro medico legale (una quindicina tra medici, infermieri e personale amministrativo) già evidenziata in estate, quando un primo tentativo di interlocuzione con il direttore regionale abruzzese dell’Inps Luciano Busacca sarebbe «rimasto lettera morta». Sindacalista che, oltre a rinnovare l’invito di un incontro con il direttore regionale, si chiede quindi «cosa aspetti l’Inps a rendere sicuri quegli ambienti di lavoro, sia per gli operatori che per l’utenza, alla luce di determinati comportamenti che speriamo non sfocino in qualcosa di ancora più pericoloso. Non è tollerabile, conoscendo la sempre più fragile situazione sociale ed economica di molte persone, che la rabbia venga indirizzata contro chi non può difendersi, né ha gli strumenti per evitare che certi episodi accadano. Insomma, non aspettiamo, per intervenire, il ferito grave o addirittura il morto. La direzione dell’Inps dell’Aquila deve intervenire immediatamente».
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