Insegnanti precarie contestano la “Buona scuola”
SULMONA. Sono insegnanti a tutti gli effetti, ma sono stati esclusi dal piano di assunzione della legge sulla “Buona scuola”. A protestare contro questa scelta sono circa 23mila docenti in tutta...
SULMONA. Sono insegnanti a tutti gli effetti, ma sono stati esclusi dal piano di assunzione della legge sulla “Buona scuola”. A protestare contro questa scelta sono circa 23mila docenti in tutta Italia, alcuni dei quali di Sulmona. Proprio dal capoluogo peligno è partita una delegazione che ha incontrato i parlamentari per chiedere il superamento di quella che i rappresentanti delle insegnanti non tardano a bollare come «discriminazione». Le loro richieste sono state consegnate nelle mani delle parlamentari Enza Blundo e Silvia Chimenti, direttamente a Palazzo Madama, da parte delle insegnati Elvira De Santis, di Sulmona e portavoce del comitato “No discriminazione insegnati della graduatorie a esaurimento dell’infanzia”, e Valdolina Santilli, di Castel di Ieri, insieme alle rappresentanti Alessandra Micheletto di Venezia e Antonella Manes di Roma. «È ora che le disposizioni sulla scuola si interessino anche delle insegnanti inserite nella graduatoria ad esaurimento», ha detto Elvira De Santis, «abbiamo tutte le carte in regola, ma non siamo mai state prese in considerazione dai vari piani straordinari per la scuola. Molte di noi, con la crisi, sono diventate fonte si sostentamento per le proprie famiglie, dato che i mariti hanno perso il lavoro. Dobbiamo difendere la nostra dignità e ribadiamo il diritto di appartenere alle graduatorie a esaurimento e quindi il diritto all’assunzione. La politica deve favorire il rispetto della dignità lavorativa e della persona».
Dal Comitato, inoltre, arriva un secco «no» alla realizzazione di prossimi concorsi, almeno sino a quando non saranno terminate le graduatorie provinciali per l’inserimento degli insegnati. Chiedono anche il riconoscimento degli anni di formazione fatti in più rispetto ad altri docenti. (f.c.)
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