Insegue e picchia la sua ex: condannato a quattro anni

30 Dicembre 2022

Sentenza in tribunale. Il 47enne originario di Celano accusato di maltrattamenti Aveva continuato a perseguitare la donna quando era agli arresti domiciliari

AVEZZANO. Botte, inseguimenti e minacce, anche davanti a uno dei figli minorenni, picchiato a sua volta mentre tentava di difendere la mamma. Per questo è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione un avezzanese di 47 anni che doveva rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, originario di Celano, si trovava in carcere già prima della condanna definitiva, per aver perseguitato la ex moglie nonostante i divieti imposti dal magistrato. La sentenza di condanna è stata emessa dal collegio del tribunale di Avezzano presieduto dal giudice Camilla Cognetti con a latere Marianna Minotti e Paolo Lepidi. Una decisione basata su indagini di polizia giudiziaria andate avanti per diversi mesi.
Gli atti di violenza sarebbero iniziati, secondo quanto emerso dal processo, a ottobre del 2020 e sarebbero andati avanti fino allo scorso anno. La donna, anche lei di Avezzano, ha denunciato più volte le violenze che avvenivano tra le mura domestiche. Un atteggiamento che aveva convinto la moglie a chiedere la separazione. Nelle sue denunce aveva raccontato diversi episodi che vedevano protagonista il marito. Veniva spesso minacciata di morte, picchiata anche davanti ai figli minorenni. In una occasione, durante una lite, il figlio si era messo in mezzo per proteggere la madre ma era stato colpito. Erano così state presentate le denunce, e le indagini avevano portato gli inquirenti a un provvedimento che mettesse al sicuro la donna da possibili atteggiamenti molesti. Infatti, a seguito degli accertamenti, era stato presentato un fascicolo in procura, e per il 47enne erano scattati provvedimenti restrittivi.
In un primo tempo l’uomo era stato sottoposto dal giudice al divieto di avvicinamento alla moglie e al tetto coniugale. Non era stato però sufficiente. Lui non si era arreso e aveva continuato a importunarla. C’era stata quindi a suo carico una misura di aggravamento del provvedimento, tanto che era finito agli arresti domiciliari. Neanche questa misura cautelare lo aveva convinto a demordere, tanto che le sue pressioni sulla ex moglie erano diventate sempre più insistenti. Anche dopo la separazione aveva continuato a perseguitarla, seguendola fino a casa, pedinandola e raggiungendola sul posto di lavoro nonostante fosse ai domiciliari. La vita della donna era diventata insostenibile.
La violazione dei domiciliari aveva fatto scattare un nuovo provvedimento. E quindi il tribunale di Avezzano aveva disposto, a quel punto, il trasferimento in carcere. Il marsicano si trova nella casa circondariale di Vasto da circa sette mesi. Ora è arrivata anche la sentenza di condanna in primo grado a 4 anni e 8 mesi emessa dal tribunale di Avezzano, oltre al risarcimento di sedicimila euro.
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