Insulti e minacce dopo la tragedia E al Comune ora sale la tensione

Gli amministratori: «Costretti a ricorrere a un avvocato per tutelare noi e l’immagine del paese» Anche i dipendenti dell’ente finiti nel mirino delle tante telefonate anonime e delle offese sui social
ROCCA DI BOTTE. Decine di telefonate e tantissime e-mail di minaccia inviate al Comune. È questa la situazione al Comune di Rocca di Botte a seguito dell’incidente che ha portato alla morte della piccola Sofia Piccioli, di soli 5 anni, avvenuta lo scorso 19 ottobre a causa della caduta di una porta da calcio in ferro che l’ha travolta. «Così non si può andare più avanti», fa sapere l’amministrazione cittadina, guidata dal sindaco Fernando Marzolini, motivando così la decisione di dare mandato a un legale per tutelare l’immagine del paese. «Siamo stati costretti a impegnare risorse per un legale».
“Assassini”, “è colpa vostra”, sono alcune delle invettive comparse sui social, ma anche inviate alla casella postale del Comune. E poi la questione delle telefonate anonime che stanno arrivando in Comune, dove vengono accusati e minacciati anche i dipendenti. È stata chiusa, proprio a causa dei toni che le conversazioni avevano raggiunto, anche la pagina Facebook del paese. I centralini dell’ente, così come raccontano gli amministratori, ricevono quotidianamente telefonate di persone anonime che chiamano da tutta Italia e minacciano i dipendenti, al fine di ottenere i numeri del sindaco e degli assessori, accusandoli di essere omertosi perché non avrebbero riferito alle autorità competenti dettagli sul luogo in cui è avvenuta la tragedia.
«Una situazione che va avanti ormai da molti giorni», spiegano ancora gli amministratori di Rocca di Botte, «che ha creato un clima di tensione e paura anche tra i dipendenti». Questa la ragione per la quale il Comune ha deciso di dare incarico a un legale che dovrà assistere l’ente nella vicenda legata alla morte della piccola Sofia, avvenuta lo scorso 19 ottobre. Il legale, secondo la determina, dovrà «fornire assistenza e supporto all’amministrazione comunale», allo scopo di «tutelare gli interessi e la reputazione dell’ente e della comunità da questa rappresentata nei confronti di chiunque, a qualsiasi titolo e davanti a ogni autorità amministrativa o giudiziaria».
Finora non ci sono persone indagate nell’inchiesta, ma l’indagine della Procura di Avezzano è ancora in corso, per il momento contro ignoti. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Labanti e le indagini sono svolte dai carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo, guidata dal capitano Michele Valentino Chiara. Il Comune è assistito, così come previsto nella determina pubblicata sul sito istituzionale, dall’avvocato Giovanni Marcangeli.
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