Intecs, lavoratori in cerca di una roulotte

Ricercatori licenziati restituiscono il camper, ma vogliono mantenere il presidio a Palazzo Silone
L’AQUILA. «Annullare il presidio, ora, senza nessun risultato, sarebbe davvero la fine». Gli ex ricercatori Intecs, licenziati a dicembre del 2017, non vogliono mollare. Ma devono restituire il camper che da gennaio 2018 staziona davanti alla sede della Regione, in via Leonardo da Vinci. Per continuare la mobilitazione rivolgono quindi un appello alla cittadinanza: «Il camper-presidio ci è stato cortesemente e gratuitamente prestato per tutti questi mesi ed è giunta l’ora di restituirlo. Cerchiamo in prestito o acquistiamo, a prezzo modico, una roulotte, purché dotata di documenti e assicurata in quanto, prendendo il posto del camper, sarà in un luogo pubblico e dunque deve avere tutto in regola». Nel frattempo, ringraziano tutti coloro che hanno manifestato sostegno e vicinanza, in questi mesi. «Purtroppo», sottolineano, «la nostra lotta per un posto di lavoro in questo territorio è tutt’altro che finita e siamo ancora in mezzo a una strada. Alcuni già sono andati via e hanno trasferito le famiglie. Ma non possiamo annullare il presidio. Siamo in attesa di interloquire coi rappresentanti del nuovo governo regionale per continuare quanto sinora, con fatica, si è provato a tessere. Noi siamo stanchi e sfibrati ma non molliamo, per noi, per le nostre famiglie, per chi verrà dopo di noi e per evitare la totale desertificazione industriale della provincia aquilana». Gli ex ricercatori alla vigilia delle Regionali hanno sollecitato un incontro con il futuro presidente della Regione: in scadenza di mandato il presidente vicario Giovanni Lolli ha presentato un piano di ricollocamento che ora va portato avanti.

