Intecs, nessuna schiarita Il Laboratorio chiude

2 Dicembre 2017

Infruttuosa riunione in Provincia. Rsu e Cgil attaccano l’azienda di ricerca e annunciano di essere pronti ad azioni «per riparare l’ingiustizia subita»

L’AQUILA. Nulla di fatto dalla riunione in Provincia. La Intecs non solo mantiene una posizione ferma sulla chiusura del laboratorio di ricerca aquilano, ma secondo le Rsu e la Fiom lancia accuse alle istituzioni locali e nega il ricorso agli ammortizzatori sociali. I 68 ricercatori, ai quali prima di Natale verranno recapitate le lettere di licenziamento, annunciano di essere pronti a mettere in campo «tutte le azioni tese a riparare l’ingiustizia subita».
Toni duri, alla fine dell’incontro, il primo che si è svolto nella sede della Provincia, dopo il mancato accordo siglato a Confindustria: «L'azienda mantiene ferma la posizione», hanno affermato le Rsu e la Fiom-Cgil, «adducendo le responsabilità, oltre che alle proprie incapacità, anche a una scarsa attenzione da parte delle istituzioni locali, in particolare della Regione che non ha mantenuto l'impegno sul percorso concordato un anno fa».
La Intecs starebbe anche valutando il ricorso alla procedura di concordato. «Su sollecitazione della Direzione territoriale del lavoro», hanno aggiunto i rappresentanti sindacali, «che chiedeva di valutare la possibilità di utilizzare altri ammortizzatori sociali, l'azienda ha risposto di non averne le capacità economiche, visto che attualmente è all'interno di una procedura (art. 67) della legge fallimentare sul risanamento aziendale e sta valutando di entrare in una procedura di concordato attraverso l'art.182 ter. Ovviamente», hanno sottolineato Rus e Fiom, «a questa situazione si aggiungerà il problema di tutte le aziende del cratere di dover restituire le somme sospese causa sisma. La riunione ha raggiunto il suo livello più basso quando dall'amministratore delegato è stato chiesto alla delegazione e ai lavoratori di mantenere un «profilo responsabile» per non compromettere il difficile rapporto con gli istituti di credito. È sembrato surreale, come se si volesse spacciare un omicidio per un suicidio».
La delegazione sindacale, nello stigmatizzare l'atteggiamento dell’azienda, che viene definito «irrispettoso», ha dichiarato che verranno messe in atto tutte le azioni che i lavoratori riterranno opportune. «Anche questa riunione ha visto l'azienda in forte contraddizione rispetto a quanto affermato nei tavoli nei mesi scorsi e quanto emerso dalle ultime notizie di stampa. Appare evidente che il licenziamento è una vera e propria ingiustizia perpetrata contro i lavoratori dell'Aquila da un gruppo dirigente che per sua stessa ammissione negli anni non è stato all'altezza delle situazioni. Questa vicenda evidenzia tutta la fragilità della classe imprenditoriale del paese».
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