Interporto, accuse ai marsicani in Regione
AVEZZANO. L’interporto di Avezzano e la diatriba politica sul suo utilizzo. Non passa mese che non se ne torni a discutere e sempre in termini polemici. Da strumento che avrebbe dovuto conferire un...
AVEZZANO. L’interporto di Avezzano e la diatriba politica sul suo utilizzo. Non passa mese che non se ne torni a discutere e sempre in termini polemici. Da strumento che avrebbe dovuto conferire un impulso importante all’economia agricola del Fucino, ad argomento di scontro per via di una struttura della quale non si riesce ancora a individuarne l’utilità. L’ultimo intervento è del coordinamento avezzanese di Partecipazione popolare, i cui rappresentanti si dicono «allarmati dalla situazione del territorio» e lanciano frecce al veleno nei confronti dei rappresentanti marsicani alla Regione, definiti «chiacchieroni e scalda-poltrone».
«Una struttura costata oltre 32 milioni» afferma Sandro Stirpe in una nota «non può e non deve essere lasciata nell’incuria più totale e abbandonata a se stessa. La natura sta facendo il proprio corso e si sta riappropriando del territorio, con la crescita di erbacce di ogni tipo». Ma gli strali di Partecipazione popolare non si limitano al solo interporto, tanto che non ne resta esente neppure la giunta Di Pangrazio, alla quale viene ricordato che «piazza Torlonia versa in uno stato di totale abbandono, così come tutte le periferie, delle quali via Brunelleschi è diventata ormai l’emblema del degrado, con buche sull’asfalto che stanno assumendo le misure di veri e propri crateri. Delle altrettanto sbandierate isole ecologiche non vi è traccia e trovare un vigile urbano nelle ore serali, è diventata impresa disperata».
E su tali problematiche lo stesso gruppo consiliare annuncia una interrogazione al sindaco in occasione del prossimo consiglio comunale. (p.oli.)

