Interporto, esclusa l’unica società Il bando sulla gestione è da rifare

23 Febbraio 2022

Il manager Pellino: «Danneggiati e beffati, ci è stata preclusa la possibilità di creare 40 posti di lavoro Le autorità portuali di Genova, Livorno e Ravenna volevano realizzare linee treni nella Marsica» 

AVEZZANO. A quasi venti anni dalla realizzazione, si è tenuto il bando per l’affidamento della gestione operativa dell’Interporto di Avezzano. Peccato però che sia tutto da rifare perché l’unica società che ha partecipato è stata esclusa.
Il centro smistamento merci rappresenta un importante punto di riferimento per l’intera economia della Marsica e il presidente Marco Marsilio si era impegnato affinché fosse al più presto nella piena funzionalità. Si tratta infatti di un’opera strategica. Ma finora è rimasta operativa solo perché, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, è stata utilizzata dalla Protezione civile e dalla Croce rossa (e più recentemente ha ospitato i profughi arrivati dall’Afghanistan).
Infine ha accolto, e ancora lo sta facendo, l’hub per i tamponi Covid19. L’Interporto ha svolto tante funzioni, tranne quella per cui era stata realizzato: diventare punto di riferimento dello sviluppo economico e logistico del Centro Italia con una valenza nell’ambito dello scambio nazionale e internazionale delle merci. L’Aric, l’Agenzia regionale di informatica e committenza, aveva pubblicato il bando a gennaio. Il 10 febbraio la società Alba Minerali srl di Avezzano ha partecipato alla gara europea per la gestione e l’altra settimana c’è stata l’apertura delle buste. Giovedì scorso è arrivata la determina a firma del dirigente amministrativo dell’Agenzia regionale informatica e committenza, Lucia Del Grosso. Il Rup, Maurizio Pagliaro, responsabile porti, aeroporti e logistica Regione Abruzzo, aveva proposto l’esclusione per il mancato contributo di gara. «All’inizio di settembre 2021», spiega il maggior azionista della società alba minerali, l’imprenditore Gianluca Pellino, «avevamo raccolto l’interesse di alcune autorità portuali come Genova, Livorno e Ravenna, pronte a effettuare linee treni per il centro smistamento di Avezzano poiché le loro merci viaggiano su gomma. Eravamo arrivati ad avere relazioni istituzionali e commerciali con compagnie di navigazioni internazionali e ciò avrebbe fatto diventare il centro un’importante struttura logistica per l’Italia centrale. Dallo studio è emersa la possibilità di assumere circa 40 persone, più altre derivanti dall’indotto. La Regione», sostiene Pellino, «con l’esclusione dell’unico operatore economico, non ha ritenuto opportuno avere il dialogo del soccorso istruttorio, come da legge sugli appalti, disponendo l’immediata esclusione. Oltre al danno anche la beffa, vista la perdita dei posti di lavoro e il mancato introito di circa 15milioni nelle casse della Regione Abruzzo per tutta la durata della concessione di 15 anni. Faccio un appello a tutti i sindaci della Marsica e in particolare agli amministratori di Avezzano affinché facciano sentire la propria voce».
La società ha incaricato i propri legali al fine di presentare ricorso.
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