Interporto, ostacoli sulla gestione

23 Marzo 2022

Audizione in Regione dopo le polemiche per l’esclusione dell’unica società

AVEZZANO. Si fa in salita la strada verso l’apertura dell’Interporto di Avezzano che attende l’affidamento per la gestione da oltre vent’anni. Quando tutto finalmente sembrava fatto, ora il futuro del centro di smistamento merci sembra sempre più incerto. Dopo la prima gara, che c’è stata a febbraio con l’esclusione dell’unica società che aveva risposto al bando, ora tutto è più difficile, anche alla luce dell’impiego della struttura marsicana per l’emergenza ucraina. È quanto emerso nel corso dell’audizione in Regione di ieri mattina dove non sono mancate le polemiche e dove si è parlato della gara espletata senza un nulla di fatto. La commissione, presieduta dal consigliere Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, non ha dato più certezze e non è chiaro neanche quando ci sarà (e se ci sarà) la nuova gara. Non è chiaro neanche se l’esito dell’ultimo bando europeo, che ha visto l’esclusione della società Alba Minerali srl di Avezzano, sarà rivisto. Insomma, la parola d’ordine è “incertezza”. D’Annuntiis, presidente della commissione, da parte sua ha sorvolato sulla questione spiegando, al termine dell’audizione, che è stato un incontro meramente «tecnico» e che a parte «i primi minuti» non ha richiesto la sua presenza. All’audizione sono state ascoltate le posizioni delle parti, in particolare quella di Marco Salucci, legale rappresentante di Alba Minerali srl insieme al tecnico, l’ingegnere Giuseppe Di Giosia, e di Maurizio Pagliaro, rup della procedura di gara. Il consigliere regionale, Giorgio Fedele, che ha chiesto la convocazione dell’audizione, si dice preoccupato per le risposte di D'Annuntiis perché teme che possa essere messa in discussione dalla giunta Marsilio «la necessità di affidare l’Interporto tramite gara».
«Noi abbiamo chiesto semplicemente di rivalutare la decisione», ha sottolineato l’imprenditore avezzanese Gianluca Pellino, azionista di maggioranza della società, «anche perché la Regione, così facendo, sta perdendo almeno 15 milioni di euro, pari a un milione all’anno. Cifra che sarebbe cresciuta con l’aumentare del fatturato. E allo stesso tempo anche la Marsica perde un’opportunità e 40 posti di lavoro, oltre ad altri posti provenienti dall’indotto». Alba Minerali è stata esclusa per il mancato contributo di gara di poche decine di euro. La società esclusa ha annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
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