Intesa per monitorare l’aria intorno al Cementificio

3 Febbraio 2019

Il 6 febbraio incontro sul protocollo tra Comune di Cagnano Amiterno, Università e Italsacci Il comitato ambientalista resta scettico sull’asserita “pulizia” del combustibile Css adoperato

CAGNANO AMITERNO. Mercoledì 6 febbraio, alle 11, nella sala consiliare del Comune di Cagnano Amiterno, incontro informativo sul protocollo d’intesa tra Comune, Università dell’Aquila e Italsacci «per l’implementazione di un processo di monitoraggio della qualità dell’aria nel territorio circostante il cementificio Italsacci spa». L’INCONTRO. Dopo una introduzione del sindaco Iside Di Martino sono previsti gli interventi del professor Roberto Volpe (docente emerito dell’Università dell’Aquila) e di Agostino Rizzo (direttore tecnico Italsacci). Seguirà un dibattito dove sarà possibile fare domande e chiedere chiarimenti su quanto affermato dai relatori. Chi vuole, alla fine, potrà visitare lo stabilimento Italsacci a San Giovanni di Cagnano.
L’INTESA. Così vengono illustrate le motivazioni del protocollo d’intesa (sottoscritto un mese e mezzo fa) sul sito del Comune di Cagnano: «L’obiettivo del protocollo è il monitoraggio della qualità dell’aria a seguito dell’utilizzo dei combustibili solidi secondari (Css) in parziale sostituzione dei combustibili fossili non rinnovabili nella cementeria di Cagnano Amiterno. L’accordo prevede un monitoraggio ambientale finalizzato a valutare l’andamento nel tempo delle eventuali ricadute sul territorio di Cagnano Amiterno. L’apporto tecnico e scientifico sarà garantito dall’Università grazie all’utilizzo di strumentazione avanzata e all’impiego di personale specializzato. Nei prossimi tre mesi saranno installate tre stazioni di campionamento in punti indicati dall’amministrazione comunale, poi saranno condotte le misurazioni con prelievi effettuati con cadenza bimensile. L’Università elaborerà relazioni su base semestrale per descrivere lo stato di avanzamento delle attività e una relazione finale di valutazione per illustrare i risultati ottenuti. Tutto il materiale sarà condiviso nell’ambito di incontri organizzati dal Comune di Cagnano Amiterno per informare i cittadini. L’utilizzo di Css – ovvero i materiali che al termine del processo della raccolta differenziata non sono più riciclabili – rappresenta una soluzione utile alla comunità locale, perché evita il ricorso alle discariche che l’Unione europea chiede di eliminare. In ogni caso l’impianto di Cagnano Amiterno non è e non diventerà mai un inceneritore. L’attività industriale dell’impianto resta e resterà sempre la produzione del cemento così come avviene da quasi 100 anni. Per continuare a produrre un cemento di qualità, qual è quello di Cagnano, la cementeria non impiega mai nei propri forni “rifiuti qualsiasi”, tali da alterare le caratteristiche del cemento, continuando invece a operare nel rispetto della salute e dell’ambiente, oltre che nel rispetto scrupoloso dei limiti emissivi e delle normative. Il protocollo non è sostitutivo delle normali attività di controllo, sorveglianza e monitoraggio condotte dall’Arta e previste dall’autorizzazione integrata ambientale del 2015».
COMITATO. Nei mesi scorsi, però, contro l’utilizzo del Css nel cementificio di Cagnano ha più volte preso posizione il comitato Aterno Aria (sostenuto da molti cittadini e anche da alcuni Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno e dal Comune dell’Aquila che hanno votato ordini del giorno contrari al Css). Il comitato ha sempre ribadito con forza la propria posizione. In una nota di poco più di tre mesi fa scriveva: «Nonostante l’affermata “pulizia” del combustibile solido secondario attualmente utilizzato per la produzione del cemento, ad oggi non si ha alcuna garanzia sulla sua composizione, sulla sua provenienza, sulle emissioni dallo stesso sprigionate al momento della combustione. Al contrario, diversi studi hanno dimostrato che i cementifici non sono impianti adeguati per bruciare Css e che la co-combustione con il pet-coke genera livelli di emissioni inquinanti fino a undici volte superiori a quelli registrati negli inceneritori».
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