Intoppi nei subappalti Appello all’Anticorruzione

Mobilitati i politici dopo la levata di scudi delle imprese sulle nuove norme Pezzopane: «Troveremo una soluzione per chi opera nella ricostruzione»
L’AQUILA. Dopo l’allarme lanciato da centinaia di artigiani locali, che rischiano di essere tagliati fuori dalla ricostruzione, si cerca di rimuovere i paletti imposti dal decreto Enti locali in materia di subappalti. Il tavolo tecnico convocato in Regione ha deciso di sottoporre la problematica all’attenzione dell’Anac, l’Autorità anticorruzione, lo stesso organismo che, in pratica, ha ingessato la normativa. «Sarà un doppio interpello», annuncia la senatrice Stefania Pezzopane, «a sciogliere i dubbi interpretativi su due commi della norma, contenuta nel testo originario del decreto Enti territoriali, che riguardano l’attestazione Soa e il limite del 30% dei subappalti nel processo di ricostruzione dell’Aquila e del cratere». La senatrice Pezzopane ha sollecitato l’unità di missione di Palazzo Chigi, che ha proposto due diversi quesiti all’Anac, e si è fatta promotrice del tavolo istituzionale che si è riunito alla presenza del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, del sindaco e degli altri sindaci del cratere, dell’assessore Pietro Di Stefano, dei responsabili dei due uffici speciali e dei rappresentanti di sindacati e categorie produttive.
«Il confronto è stato molto utile e positivo», ha commentato la senatrice, «per sciogliere i dubbi che si erano creati intorno a queste due norme, che nei precedenti tavoli tecnici in Regione, durante la fase di elaborazione delle proposte emendative al testo, non avevano sollevato grosse perplessità. Il decreto è stato approvato a luglio, ma solo ora sono emersi dei dubbi evidenziati nella circolare del dirigente comunale Vittorio Fabrizi».
Una circolare che ha scatenato la reazione delle piccole imprese locali, che operano nel campo delle lavorazioni specialistiche. «Entrambe le norme, in particolare quella del limite per i subappalti, voluta proprio dall’Anac», ha detto Pezzopane, «facevano parte di un pacchetto anticorruzione voluto dal governo per evitare infiltrazioni criminali. Lo spirito del legislatore non era certo quello di creare ostacoli o intralci alle piccole imprese. Dal momento che sono emersi diversi approcci interpretativi, che rischiano di rallentare il processo di ricostruzione proprio ora che si è ingranata la giusta marcia, abbiamo pensato che la migliore soluzione fosse chiedere un interpello all’Anac, che tra l’altro in base al nuovo codice degli appalti è l’autorità di vigilanza su tutte le procedure». Il tavolo tecnico tornerà a riunirsi tra 15 giorni.
Romana Scopano
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