Introdacqua piange Ilaria, uccisa a botte

La mamma della 41enne Maiorano era tornata in paese la scorsa estate. Il sindaco Colasante: «Grande sofferenza per tutti»
INTRODACQUA. È originaria di Introdacqua Ilaria Maiorano, la donna di 41 anni residente a Padiglione di Osimo (Ancona), trovata morta in casa con segni di percosse sul corpo. Il delitto, secondo i primi riscontri, sarebbe maturato al culmine di un litigio con il marito, 42enne di origine marocchina, ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Silvana, madre di Ilaria, è nata e cresciuta a Introdacqua prima di trasferirsi nelle Marche, e la tragica fine della figlia ha sconvolto il piccolo centro della Valle Peligna, dove risiedono lo zio, storico dipendente del Comune, e altri parenti. Ieri in paese non si parlava d’altro, di quando Ilaria trascorreva le ferie estive in paese. Lo ha fatto fino al suo matrimonio, poi non è più tornata. La madre, invece, tornava sempre. «L’ultima volta l’estate scorsa», afferma il sindaco Cristian Colasante. «Lei, la madre, non ha mai perso contatti con il paese e, quando poteva, tornava sempre con piacere per incontrare suo fratello e gli altri parenti. Ilaria, invece, non tornava da anni, forse una decina. Si era convertita all’Islam e forse questa sua scelta l’ha spinta ad abbandonare radici e ricordi che invece sua madre Silvana e suo fratello Daniele, con il quale da ragazzo giocavo a pallone, coltivano ancora. È difficile, in questo momento, trovare le parole per esprimere il dolore, la sofferenza e lo sgomento che tutti in paese stiamo provando, e nei prossimi giorni decideremo come ricordare Ilaria». Il sindaco è in attesa di conoscere le intenzioni della famiglia, e non è escluso che i funerali possano svolgersi a Introdacqua. Anche se si dovrà tenere conto della scelta di Ilaria di abbracciare la religione islamica che ha i propri riti. Sulla tragedia – la seconda in poco tempo che vede coinvolta la Valle Peligna dopo quella di Teodora Casasanta di Roccacasale e del piccolo Ludovico (uccisi in Piemonte dal marito di lei, che poi si è tolto la vita nel carcere di Ivrea) – è intervenuta la consigliera sulmonese Teresa Nannarone: «Dopo Teodora, solo lo scorso anno, ora Ilaria, entrambe uccise in maniera efferata. È inaccettabile. Le violenze commesse ai danni delle donne in quanto tali, siano esse fisiche o psicologiche, sono un problema di tutti la collettività, ignorarle è una colpa grave. Ilaria lascia due bimbi piccoli, a loro, alla famiglia di origine e a tutta la comunità di Introdacqua, sindaco in primis, la solidarietà affettuosa e profondamente sentita da tutto il gruppo consiliare “Sulmona libera e forte”».

