Invasione di corsia fatale: così è morto il motociclista

L’indagine riaperta. Il perito accerta responsabilità del conducente di un furgone Nello schianto avvenuto il 12 giugno 2021 perse la vita il 47enne De Roccis
CIVITELLA ROVETO. Fu il conducente del furgone a invadere la corsia di marcia e a scontrarsi con la moto condotta da Domenico De Roccis, il 47enne di Castagnito, contrada di Civitella Roveto, rimasto vittima di un incidente avvenuto 12 giugno 2021, intorno alle 17.30, sulla superstrada del Liri nel tratto tra Canistro e Civitella Roveto. Lo ha stabilito la superperizia redatta dal consulente della Procura, il geometra Cristiano Ruggeri. La famiglia della vittima, mamma Pina, il fratello Francesco e le sorelle Franca, Maria e Patrizia, si è rivolta all’avvocato Berardino Terra. Alla richiesta di archiviazione presentata dal pm, il legale ha fatto opposizione, con il gip che accolto l’istanza predisponendo nuove indagini. De Roccis era in sella alla sua Kawasaki Ninja quando è finito contro una Opel Vivaro che procedeva nel senso di marcia opposto. Il centauro era stato sbalzato dalla sella. Un volo di circa dieci metri che gli è stato fatale.
Alla guida del furgone c’era G.V., un 42enne della provincia di Caserta, indagato per omicidio stradale. «Riveste nesso di causa prevalente al verificarsi del sinistro, la condotta di G.V.», scrive il perito, «il quale, transitando a velocità eccedente il limite, seppure dinamicamente non influente (circa 90 chilometri orari dove vige il limite di 70), perdeva il controllo del mezzo, venendo meno all’obbligo di mantenere la destra in carreggiata e oltrepassando la segnaletica orizzontale di mezzeria, transitando in tal modo contromano, invadendo parzialmente, per circa 1,4 metri, la corsia opposta, ostruendo la traiettoria al momento percorsa dalla Kawasaki Ninfa ZX6-r. Detta perdita di controllo, per quando ipotizzabile, è riconducibile a un momentaneo obnubilamento o distrazione del conducente. Riveste nesso di causa concorrente al verificarsi del sinistro, in forma minoritaria, la condotta di Domenico De Roccis», scrive ancora Ruggeri, «il quale transitava a una velocità di circa 140 chilometri orari, doppia rispetto il limite. Detta condotta, in termini di velocità, tempo e dinamica, non consentiva al centauro di far fronte alla traiettoria incidente del mezzo antagonista». Il difensore della famiglia si è avvalso del consulente tecnico di parte Francesco Colasimone. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

