Invenzione marsicana per la ginnastica

Progetti creativi: D’Amore e Contestabile brevettano un tappeto per la posturale in casa
AVEZZANO. “Stretch your back” è il nome del dispositivo per ginnastica posturale a domicilio inventato da due giovani avezzanesi, professionisti nel settore del benessere e della salute. Si tratta di Leo D’Amore, 38 anni, istruttore della palestra Personal Studio di Avezzano, e Maria Paola Contestabile, 39 anni, infermiera alla casa di cura privata Di Lorenzo. La loro invenzione consiste in un tappetino rettangolare semirigido dotato di alcuni nastri. «Il dispositivo», spiegano i due professionisti, «nasce per aiutare le persone a praticare gli esercizi di ginnastica posturale anche a casa, in totale sicurezza e senza l’aiuto o la supervisione di un terapista esperto. Piccolo, leggero e non ingombrante è anche molto semplice da usare. Si inizia con il posizionare correttamente il tappetino alla giusta distanza da una qualsiasi porta avvolgendo la prima estremità del nastro autobloccante intorno alla maniglia posteriore e la seconda nel dispositivo. A questo punto», proseguono, «lo stretching può iniziare. In posizione supina occorre appoggiare gli arti inferiori, bloccarli tramite apposite chiusure a strappo e azionare la fibbia di acciaio che consente di regolare le angolazioni busto-gamba tramite dei riferimenti che vanno da zero a 90 gradi. Il dispositivo permette, inoltre, la flessione della gamba sulla coscia in posizione di rannicchiamento. In tal modo si ottiene una distensione della zona dorso-lombare e di tutta la catena cinetica posteriore».
Il dispositivo è adatto sia per gli sportivi, per riscaldare le articolazioni, migliorare la flessibilità e la prestazione, nonché per lo stretching finale, ma anche per le persone costrette a stare molte ore sedute.
«La fase di progettazione è stata lunga e curata nei minimi dettagli», aggiungono, «dopo aver studiato attentamente le necessità dei nostri pazienti con problemi di lombosciatalgia».
Il progetto sarà lanciato tra qualche giorno sulla piattaforma kickstarter, un sito web di finanziamento collettivo per progetti creativi.
«Abbiamo scelto la formula del crowdfunding», concludono D’Amore e Contestabile, «per testare quanto il nostro prodotto riesca ad attirare l’attenzione degli utenti e, soprattutto, di finanziatori per la produzione in scala della nostra invenzione».
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