Investe un anziano e gli chiede i danni

9 Ottobre 2020

Cofano ammaccato: automobilista che nel 2015 travolse il pensionato vuole i soldi. Alla vigilia dell’udienza il pedone muore

L’AQUILA. Nel 2015 aveva investito con la sua auto un anziano alla periferia della città. L’81enne, dopo essere stato colpito, era ricaduto sulla macchina che aveva avuto un paio di ammaccature sul cofano. L’anziano aveva riportato conseguenze ben più gravi, tra cui la rottura del bacino. Dal momento dell’incidente “il pedone”, che all’epoca del fatto era in buona salute – tanto che pochi giorni prima gli era stata rinnovata la patente – ha dovuto affrontare lunghi periodi di ricovero, prima in ospedale e poi in una clinica per la riabilitazione. Ma da quell’incidente, in realtà, non si è mai rimesso e da allora non è stato più indipendente.
In tutti questi anni ha dovuto, però, subire una vera e propria “persecuzione” giudiziaria. Infatti l’investitore, sin dalle prime settimane dopo l’incidente, ha avviato una causa civile per ottenere dall’anziano il risarcimento del danno alla sua auto, quantificato in poco più di 2.500 euro.
Il giudice di pace in “primo grado” diede torto all’automobilista, che però fece ricorso al tribunale di Milano (sede dell’assicurazione del ricorrente), che con sentenza del 2019 riformò la decisione del giudice di pace stabilendo che la colpa doveva essere attribuita al 70 per cento all’automobilista e al 30 per cento all’anziano. Fatti due conti, quindi, i 2.500 euro chiesti inizialmente diventavano circa 800.
Intanto, in questi anni, le condizioni dell’uomo investito sono andate peggiorando proprio a causa, secondo la sua famiglia, dell’incidente del 2015. Insomma, se c’era qualcuno che doveva avere il risarcimento non era certo l’investitore.
Ma non è finita qui. Per farsi pagare gli 800 euro l’automobilista ha di nuovo citato l’anziano – ormai 86enne – davanti al giudice di pace dell’Aquila.
Nella citazione si ricordano i danni causati alla macchina dal pedone (che avrebbe avuto, nel contesto dell’incidente, una “condotta censurabile”). I soldi per i danni sono comprensivi, viene sottolineato nella citazione “del fermo tecnico e della svalutazione commerciale”. Il giudice di pace ha fissato la prima udienza per questa mattina alle 9 con l’invito al quasi novantenne imputato “a costituirsi nelle forme e nei modi di legge e con espresso avvertimento che , in difetto, si procederà in sua dichiarata contumacia”.
E in effetti, questa mattina, l’anziano in aula non ci sarà. Non perché contumace. Ma perché, quindici giorni fa, è deceduto dopo anni di sofferenze e con l’amarezza che un suo concittadino, dopo averlo investito e ferito gravemente, lo ha “inseguito” per avere 800 euro di danni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA