Investitore mai scoperto: lo Stato risarcisce ciclista

Un furgone lo fece cadere sulla statale 80 e poi sparì, l’uomo finì in ospedale Riceverà 8mila euro dal Fondo per le vittime della strada, lo ha deciso il giudice
L’AQUILA. Chi era alla guida di quel furgone l’ha fatta franca. Ha urtato un ciclista, facendolo cadere contro un paletto segnaletico a bordo strada, ed è fuggito via. Talmente veloce che nessuno dei passanti, concentrati nel soccorrere la vittima – poi finita all’ospedale per le fratture – potesse riuscire a prenderne il numero di targa. E ora, tre anni mezzo dopo quell’incidente avvenuto lungo la statale 80, nel tratto alla periferia Ovest dell’Aquila, è compito del Fondo di garanzia per le vittime della strada risarcire l’uomo. Lo ha deciso il giudice di pace, che ha obbligato l’assicurazione (quella incaricata dal ministero dell’Economia a gestire il fondo) a pagargli quasi ottomila euro di danni. Un briciolo di giustizia, finalmente, nell’odissea che l’aquilano vive dal dicembre 2019.
L’uomo, che allora aveva 62 anni, si è infatti dovuto rivolgere al tribunale dell’Aquila, visto che la sua richiesta di risarcimento tramite il Fondo per le vittime non aveva avuto riscontro. Nella causa è riuscito, insieme all’avvocato Luciano Bontempo che lo rappresenta, a dimostrare di essere stato investito e di non essere caduto per un proprio errore. Questo, grazie anche all’aiuto dei testimoni e ai primi accertamenti sul posto della polizia municipale.
Il giudice di pace, nell’accogliere la sua richiesta, scrive che il comportamento dell’autista del furgone «presenta sicuramente i profili del reato di lesioni colpose e il danneggiato ha sicuramente patito anche delle sofferenze fisiche e psichiche». Per questo, «si è ritenuto di riconoscere anche tale voce di danno (quello morale, ndr) aumentando di un quarto il danno subito».
Quindi alla vittima il giudice ha assegnato mille euro per i danni morali, il resto per quelli fisici riportati: oltre alle ferite, anche diverse fratture alle costole, con invalidità temporanea assoluta di 30 giorni ma anche postumi invalidanti. Non riconosciuto, invece, il danno provocato dall’incidente alla sua costosa bicicletta da corsa.
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