«Io, disabile in cima al Velino C’è chi ha pianto sulla vetta»

L’impresa raccontata da Fabio Cofini, trasportato in carrozzina a 2.487 metri di quota «Avevo tanta ansia, temevo di fallire. Mi hanno fatto toccare il cielo con un dito»
MASSA D’ALBE. «Quando abbiamo raggiunto la vetta del Velino ho provato un’emozione indescrivibile. E mentre mi avvicinavo alla statua della Madonnina alcuni degli accompagnatori non sono riusciti a trattenere le lacrime». Traspaiono commozione e soddisfazione dalle parole di Fabio Cofini, il contabile 49enne con difficoltà motorie. L’uomo è riuscito a coronare il suo sogno grazie alla sinergia di uomini e associazioni del territorio. Fabio Cofini vive a Forme di Massa d’Albe, dalla finestra della sua casa si vede imponente il Monte Velino (2.487 metri) che lui, prima d’ora, aveva potuto osservare solo da lontano. Grazie a un progetto di “Appennini for all” e dell’associazione “I grifoni”, in collaborazione con “Ethnobrain” e “Skimuniti”, il contabile con la passione per l’escursionismo è riuscito a «toccare il cielo con un dito» a bordo di una jolette, una speciale carrozzella da fuori strada a ruota unica che permette la pratica di gite o corse a persone con mobilità ridotta, grazie all’aiuto di almeno due accompagnatori.
«Non nascondo che nei giorni precedenti sono stato preso dall’ansia», prosegue Cofini, «soprattutto per la grande macchina organizzativa che si era mossa intorno a me per permettermi di riuscire nell’impresa. Nella mia mente mi domandavo: chissà se ce la farò? Incontrerò delle difficoltà lungo il percorso? La paura di dover rinunciare all’ultimo momento era tanta. Appena partiti non ero certo che sarei riuscito a raggiungere la vetta, soprattutto per una questione di tempo, invece mi sono dovuto subito ricredere: la carovana si muoveva piuttosto speditamente e a un certo punto del percorso ho intuito che ce l’avremmo fatta».
La partenza domenica alle 5.30 da Rosciolo. «Alle 9», racconta Fabio, «eravamo già a metà strada e a mezzogiorno avevano conquistato la vetta del Velino. Un vero record. Quando ho intravisto la cima non potevo credere ai miei occhi, è in quel momento che ho cominciato a provare una forte emozione. L’ultimo tratto poi è stato davvero impegnativo: gli accompagnatori hanno dovuto utilizzare delle corde per via della parete rocciosa piuttosto ripida per trascinare la jolette. Gli ultimi passi verso la Madonnina li ho fatti a piedi tra gli applausi e la commozione dei presenti».
Fabio Cofini, come tradizione vuole, ha potuto baciare la statua della vergine che si trova in cima al Velino e affidare al vento il suono della campanella. Il gruppo, circa una cinquantina di persone, era composto esclusivamente da escursionisti esperti accompagnati da due medici muniti di defibrillatore e due membri del Soccorso alpino per una spedizione in tutta sicurezza. «Abbiamo voluto fare questo regalo a Fabio», spiega Mirko Cipollone, ideatore del progetto Appennino for all, «ci stavamo lavorando da settembre dello scorso anno e finalmente siamo riusciti nell’obiettivo. Inizialmente la nostra destinazione era il Monte Sevice, ma visti i tempi di percorrenza abbiamo deciso di proseguire verso la vetta del Velino».
A fine giornata Fabio Cofini ha ricevuto in dono un braccialetto con incisa la data di questa giornata che ricorderà per il resto della sua vita.
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