«Io, precaria di LFoundry tradita dal decreto dignità»

9 Settembre 2018

Avezzano, grido di dolore di una lavoratrice messa alla porta con un whatsapp E sui licenziamenti Verrecchia lancia accuse all’amministrazione comunale

AVEZZANO. Lei si chiama Irene Piacente ed è tra i 56 dipendenti precari di LFoundry messi alla porta con un messaggio whatsapp. Una lavoratrice che vuole farsi ascoltare e che soprattutto contesta il decreto dignità per il lavoro voluto dal nuovo governo giallo-verde.
«Un decreto che a noi, un numero di persone continuamente in crescita, ci ha messo in ginocchio», sottolinea l’ex lavoratrice interinale della principale azienda della provincia dell’Aquila, «superata una certa somma di mesi lavorati arriva un messaggio su whatsapp che comunica l’interruzione del contratto. I nostri contratti prevedono proroghe di 1 mese, di 15 giorni, di un turno o di una chiamata sola fino ad arrivare a quattro, cinque anni di lavoro in totale. Con questo decreto noi la dignità la stiamo perdendo. Non è semplice ricevere quel messaggio che ti dice “se sei in turno stanotte non devi andare”. Non hai ferie, se ti ammali pregiudichi il tuo rinnovo, non puoi organizzare la tua vita. Non è semplice realizzare di essere disoccupati e non è semplice veder affievolirsi la propria dignità. Il lavoro non è carità, è dignità», prosegue Irene Piacente, «vogliamo parlare e pretendiamo che qualcuno ci dia ascolto. Vogliamo far capire che quello che sta succedendo è reale ed è grave, vogliamo gridare ad alta voce che noi vogliamo lavorare. Lavoriamo e diamo il meglio di noi anche il giorno della scadenza del contratto. Quel giorno in cui sei pervaso dall’ansia, dalla paura e da mille domande. Eppure noi siamo lì. Affrontiamo il turno da 12 ore senza fiatare, ci rimbocchiamo le maniche e muoviamo la produzione. Con questo decreto quello che sta succedendo a noi oggi accadrà allo stesso numero di persone che sta entrando per sostituire noi. A catena».
«In questi giorni ci stiamo muovendo, uniti», conclude la lavoratrice precaria, «per contattare il maggior numero possibile di persone che possa darci ascolto, sposare la nostra causa e far arrivare la nostra voce ai piani alti».
E sul caso LFoundry divampa anche la polemica politica. Massimo Verrecchia, già consigliere di maggioranza ed ex parlamentare, accusa la giunta di Avezzano. «In campagna elettorale, il 22 maggio dello scorso anno», afferma Verrecchia, «il sindaco De Angelis insieme al manager Galbiati annunciò come priorità cento nuovi posti di lavoro. Venerdì alla LFoundry sono state licenziate 56 persone, il mese scorso ha chiuso i battenti la Valenti nastri mandando a casa 19 persone, così come 5 dipendenti del Crab verso i quali l’amministrazione aveva garantito attenzione. Con breve tempo siamo quasi a quota 100, ma non di nuovi occupati come promesso, ma di disoccupati. Continua ad allungarsi la lista delle promesse disattese del sindaco dopo la sentenza anatra zoppa, che pur di restare attaccato alla poltrona si sta rimangiando tutti i buoni propositi e impegni presi in campagna elettorale contro gli avversari della colazione Di Pangrazio e quella di Casciere. A conferma di ciò, ogni venerdì, denunceremo le promesse disattese da De Angelis per fare conoscere il vero volto politico del sindaco, mutato a danno degli avezzanesi che con decine di candidati consiglieri gli avevano dato fiducia». (r.rs.)
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