Ipotecati beni tedeschi in Italia per l’eccidio nazista a Pietransieri

14 Novembre 2019

Terreni sul lago di Como per 1,7 milioni: si punta al pignoramento per risarcire le famiglie delle 128 vittime Il provvedimento segue la sentenza 2017. Legali indignati: «Il nostro Stato schierato con la Germania»

ROCCARASO. Un altro mattoncino sulla strada della giustizia. Quella sulla quale si sono incamminati Virginia Macerelli, unica superstite del massacro di Pietransieri, Piero, Roberto e Rossana Guido, Pia Cocco e Artemio Macerelli, alcuni dei familiari dei 128 civili assassinati nei giorni dell’orrore, il Comune di Roccaraso, parti civili nel processo alla Germania. Al Paese successore del Terzo Reich sono stati ipotecati terreni di proprietà in Italia, per un valore di 1 milione 700mila euro. Si tratta di una parte considerevole del parco delle ville Mylius-Vigoni e Garovaglio-Ricci che si estende per una quarantina di ettari tra Loveno di Menaggio e Plesio, sul lago di Como. Ipoteca che arriva dopo la sentenza del 2 novembre di due anni fa. Il prossimo passo, sperano gli avvocati, è ottenere il pignoramento e la successiva asta.
STORICA SENTENZA. È arrivata nel 2017, a quasi 75 anni di distanza dalla strage dei Limmari, il più feroce eccidio nazista compiuto in Abruzzo. La Germania è stata dichiarata colpevole del massacro commesso tra il 16 e il 21 novembre del 1943 a Pietransieri, frazione di Roccaraso, in cui trovarono la morte 128 civili inermi, compresi bambini e donne. Il tribunale di Sulmona, con una sentenza depositata dal giudice Giovanna Bilò, ha riconosciuto anche un risarcimento di 1,6 milioni di euro al Comune di Roccaraso e di circa 5 milioni da versare a gran parte degli eredi delle vittime.
LE MOTIVAZIONI. Il giudice spiega: «La verità è che una simile strage fu resa possibile proprio dalla sistematica accondiscendenza, quando non dalla sollecitazione, da parte dei vertici dell’esercito tedesco di tali atti di assassinio, sterminio, deportazione e violazione della vita privata ai danni della popolazione civile e con il dichiarato fine di contrastare qualsivoglia pericolo alla supremazia tedesca». Lo sterminio degli abitanti di Pietransieri fu «più cinicamente, lo strumento attraverso il quale l’esercito tedesco, intimorito dall’avanzare delle avanguardie alleate, fece piazza pulita dei civili ancora presenti nella fascia di sicurezza».
«ANDIAMO AVANTI». Il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, ha ribadito che «non si lascerà nulla di intentato per avere giustizia fino in fondo. Il mio ringraziamento va a quanti continuano a lottare e si adoperano per la giustizia e la verità. Non è una questione di denaro. Il nostro progetto è tramandare la memoria insegnando il perdono».
ALTRE STRAGI. Sono pronte analoghe azioni su altri beni della Germania per altre stragi rimaste impunite. Azioni che portano la firma di un pool di avvocati, con in testa Monica Oddis, anche vicesindaco di Roccaraso, insieme a Lucio Oliveri, Claudia Di Padova e Samanta Le Donne. Gli eccidi sono quelli di Massignano, Pozza, Castignano e San Benedetto. «Stiamo predisponendo gli atti di esecuzione forzata su singole proprietà della Germania a Roma e al ministero delle Finanze» afferma l’avvocato Lucio Olivieri «ciò che più indigna nella vicenda è che, in tanti anni e pur dopo il netto accertamento delle responsabilità della Germania nei diversi tribunali, lo Stato tedesco, a mezzo dei suoi diplomatici, non abbia sentito il dovere di chiedere il perdono alle comunità colpire, né di compiere alcun gesto verso i sopravvissuti per i quali forse ciò sarebbe valso più di un risarcimento. Un gelido silenzio che ricorda molto quello del novembre 1943, dopo gli spari». I legali s’interrogano poi «sul perché lo Stato italiano» davanti ai vari tribunali «si sia schierato, a mezzo del ministero degli Affari esteri, a fianco della Germania per sostenerne le ragioni contro quelle delle vittime delle stragi naziste che secondo una stima aggiornata sono quasi 25.000 e interessano tutte le regioni. È mancata completamente la solidarietà e la partecipazione dello Stato».
MUSEO DELLA MEMORIA. È ciò che propone Alessandro Amicone, dell’associazione “Roccaraso Futura”, qualora dovessero arrivare risarcimenti: «Finalmente è stata iscritta una misura di garanzia in dipendenza dei crimini di guerra contro la Germania a favore delle nostre vittime e di tutte quelli che in Italia sono morti innocenti. Saranno i beni tedeschi sul lago di Como la garanzia per risarcire le famiglie di quanti hanno perso i propri parenti a causa della follia nazista. Mi auguro che quanto prima questi fondi vengano messi a disposizione della comunità di Roccaraso e propongo di realizzare con queste somme il museo della memoria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA