Irrigazione, l’Arap: «Si farà l’impianto per servire il Fucino»
Il direttore generale Morgante: c’è il rinnovato impegno a rafforzare la squadra di tecnici che si occupano dell’opera
AVEZZANO. Non c’è alcun pericolo che l’impianto che dovrebbe risolvere il secolare problema dell’irrigazione nel Fucino non venga realizzato. La notizia che l’Azienda regionale per le attività produttive a breve avrebbe affidato a una società ingegneristica l’appalto a redigerne il progetto definitivo ed esecutivo aveva riacceso negli agricoltori del Fucino la speranza che tra qualche anno, finalmente, avrebbero potuto liberarsi dall’incubo della siccità estiva.
Ma qualche giorno dopo era arrivata la doccia fredda: i 50 milioni stanziati per l’impianto sarebbero stati utilizzati per fronteggiare l’emergenza Covid. Ma il direttore generale dell’Arap, Antonio Morgante, rassicura le tante aziende agricole interessate.
«Per l’Azienda regionale delle attività produttive, quale stazione appaltante del progetto Masterplan riguardante, tra le altre, anche l’opera irrigua del Fucino», esordisce l’avvocato Morgante, «devo sottolineare alcuni aspetti, limitandomi a valutazioni di carattere tecnico e non politico. Il primo riguarda il rinnovato impegno ad accelerare le procedure e a rafforzare la squadra interna di tecnici che seguono e seguiranno l’opera. L’Arap in questo è pronta ad affrontare le prossime sfide di un progetto epocale e complesso come quello degli invasi del Fucino».
«Nelle prossime ore», continua Morgante, «si sottoscriverà la nuova convenzione di sola progettazione con la Regione Abruzzo, si consegnerà immediatamente dopo la progettazione e successivamente si affronteranno i temi necessari degli espropri e della valutazione ambientale. Contiamo che per l’anno prossimo si possa posare il “primo tubo”. Sull’aspetto economico», precisa, «va evidenziato che la Regione, nel settembre dello scorso anno, ha dato prova di enorme disponibilità consentendo al governo centrale di allora di dirottare le risorse della stragrande maggioranza degli interventi Masterplan per far fronte alle necessità legate ai terribili effetti della pandemia da Covid-19, con l’impegno dell’allora ministro Provenzano di rifinanziare e addirittura con maggiori fondi».
Per il direttore dell’Arap, «le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui si parla, e che l’attuale ministro Mara Carfagna ha reso disponibili per l’Abruzzo (circa 123 milioni di euro), non riguardavano i progetti Masterplan, pur essendoci la possibilità che se qualcuno di essi fosse stato “immediatamente cantierabile” avrebbe comunque potuto trovare negli stessi forma definitiva di finanziamento».
Ora», conclude l’avvocato Morgante, «secondo quanto trapela da ambienti governativi, le risorse per rifinanziare i progetti, sospesi a causa delle necessità economiche del Covid-19, sembrerebbe che stiano per trovare “ad horas” definivo impegno e stanziamento. Di ciò Arap non può che essere contenta, constatando la concreta possibilità di procedere speditamente verso la costruzione di opere strategiche e indispensabili per il futuro dell’Abruzzo».
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