Isola pedonale, città divisa sulle strade chiuse alle auto

22 Giugno 2021

Attesa la delibera che anima il dibattito sulle diverse posizioni nel centrodestra Tra i commercianti chi è per lo stop totale in piazza Duomo e chi per la linea soft

L’AQUILA. Potrebbe arrivare già questa settimana la sospirata delibera di giunta sulla pedonalizzazione del centro storico. Il provvedimento, nelle sue linee essenziali, è definito e pronto per la firma dell’assessore alla Mobilità Carla Mannetti. I confini dovrebbero essere, grosso modo, quelli già individuati negli anni passati. Il nodo intorno a cui si sta ancora discutendo in maggioranza sono gli orari di attivazione. La Lega vorrebbe tirarli il più possibile e spinge per differenziarli a seconda delle zone. Alla fine, tuttavia, dovrebbe prevalere la linea dell’assessore – ovvero chiusura a partire dalle 19 – che poi è quella sulla quale avevano trovato un’intesa i capigruppo. Tra commercianti e residenti le esigenze e i punti di vista continuano a essere molto diversi.
LE VOCI DEI GESTORI. «Piazza Duomo non può avere lo stesso orario di via Garibaldi», afferma Michele Morelli (“Carolina e Gina”). «Per piazza Duomo la soluzione migliore, a mio parere, sarebbe una pedonalizzazione a partire dalle 20 ma contestualmente bisogna intervenire anche nelle ore diurne, con parcheggi a pagamento e parcheggi con disco orario». Anche Amarula Alikaj, che gestisce un bar a piazza Palazzo, propende per una diversificazione: «Qui siamo un po’ più isolati, oltre ai negozi ci sono anche uffici e attività professionali e negare completamente l’accesso alle auto ci penalizzerebbe. Non sono contraria alla pedonalizzazione del centro, ma questo forse non è il momento adatto». C’è invece chi, come Roberto Maccarrone, proprietario, sempre su piazza Duomo, dell’omonima libreria, la pensa diversamente ed è favorevole a una soluzione radicale: «Io sono per la chiusura totale, il centro dev’essere dei pedoni e dei turisti. Per chi vuole arrivare con l’auto davanti ai negozi, ci sono i centri commerciali. In qualsiasi città d’arte la piazza principale è chiusa al traffico». Anche Ralph Aureli, che ha da poco riaperto il suo “The Corner” su via Indipendenza, la pensa allo stesso modo: «Non esiste in Italia nessun centro storico dov’è consentito arrivare alla piazza principale in auto. Io sono per pedonalizzare il centro dal primo giugno al 30 settembre, lasciando transitare solo i residenti, i mezzi di soccorso e quelli del carico-scarico merci. Non è più accettabile quel che avviene oggi. Capisco che l’amministrazione debba accontentare tutti, ma bisogna prendere una posizione decisa». «L’ideale sarebbe farla tutto l’anno», dice Pooyan Madjidi Hamedani, proprietario del pub “A Sud”, su via Sassa, «ma bisogna anche essere realistici e attualmente una soluzione del genere non sarebbe fattibile. Chiudere alle 20 mi sembra forse il compromesso migliore, anche se poi bisogna che ci siano i controlli. Negli anni scorsi l’isola pedonale c’era, ma nessuno la rispettava perché non c’era nessuno a vigilare».
PARLANO I RESIDENTI. L’avvocato Fausto Corti, che in centro vive e lavora, invita l’amministrazione a tener conto delle esigenze di tutte le attività produttive: «L’isola pedonale a partire dalle 19 verrebbe fatta solo a beneficio dei bar e dei ristoranti, ma ci sono anche gli studi professionali e gli altri negozi che chiudono normalmente alle 20 e che verrebbero penalizzati da una decisione simile. Se si fa un ragionamento legato alle esigenze delle categorie produttive, c’è da considerare i bisogni di tutti. Se invece si pensa a pedonalizzare il centro in funzione di una sua migliore fruizione, allora bisogna fare i parcheggi perché altrimenti si scoraggiano le persone a venire e le si incoraggia ad andare da un’altra parte».
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