Istituto “Argoli”: rischio trasferimento con il nuovo campus

4 Marzo 2020

Tagliacozzo, spunta documento della Regione ed è polemica L’opposizione: «Dove andranno a finire gli studenti?»

TAGLIACOZZO. Spunta un documento della Regione che obbliga il Comune alla dismissione del vecchio edificio scolastico Argoli. Una situazione che ha allarmato l’opposizione, che ora si domanda dove verranno trasferiti i ragazzi dell’Istituto per il Turismo, fiore all'occhiello delle scuole cittadine. Si teme che possa essere trasferito ad Avezzano.
Tutto nasce da un’interrogazione presentata lo scorso 12 giugno dai consiglieri comunali di opposizione ai dirigenti della Regione. L’impegno assunto dal Comune per ottenere i fondi necessari alla realizzazione del nuovo campus (inizialmente stanziati per la ristrutturazione del vecchio edificio), comporta la dismissione della scuola Argoli. Visto che il nuovo polo scolastico ospiterà solo le scuole medie, che ne sarà dell’Istituto per il Turismo? Al riguardo, interviene il consigliere d’opposizione, Vincenzo Montelisciani.
«Al di là dei toni da propaganda di Giovagnorio, che si vanta di cose che in altri Comuni hanno realizzato prima e meglio, questo sindaco pur di incidere il proprio nome su una targa si è impegnato a dismettere l'edificio Argoli, che non potrà più essere adibito a edificio scolastico, compromettendo seriamente la permanenza dell’Itet sul nostro territorio». Secondo il documento, l'amministrazione ha dovuto dimostrare con una relazione indirizzata agli uffici della Regione, che intervenire per mettere in sicurezza l’Argoli non sarebbe stato tecnicamente ed economicamente conveniente. Solo in virtù di tale relazione tecnica gli uffici della Regione hanno acconsentito allo spostamento delle risorse verso il “nuovo campus”. «Se la tesi sostenuta dal Comune è che non sia conveniente adeguare sismicamente l'edificio Argoli», continua Montelisciani, «allora la conseguenza necessaria è che quello stesso edificio non possa più essere adibito a scuola. La Provincia si è dichiarata disponibile a intervenire, ma come? Se l’amministrazione ha giudicato non conveniente adeguare sismicamente l’edificio, come fa oggi a cambiare idea?».
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