Italconfidi, garanzie per 45 milioni

5 Novembre 2019

Il responsabile provinciale Masciocchi: il problema è nelle direzioni servizi crediti fuori città o regione

L’AQUILA. Sono 22 milioni di euro di garanzie bancarie a piccole e medie imprese, rilasciate nel 2018, che hanno sviluppato circa 45 milioni di euro di finanziamenti e fidi bancari.
L'Italconfidi della provincia dell'Aquila è un punto di riferimento assoluto per il mondo della piccola e media imprenditoria, con particolare riferimento all'industria, al commercio e ai servizi.
Ci sono, tuttavia, comparti nuovi, come quello della cultura, l'edilizia e la ricostruzione post-sisma, dove il ruolo dei Confidi risulta primario, come spiega il responsabile Italconfidi della provincia dell'Aquila, Marco Masciocchi.
«La difficoltà maggiore, per le piccole e medie imprese aquilane è che manca, allo stato attuale, un rapporto decisionale diretto tra le aziende che si rivolgono alle banche per ottenere prestiti, e le direzioni servizi crediti che sono tutte fuori provincia, se non addirittura fuori regione. Viene da sé che le pratiche hanno tempi di gestazione molto lunghi, legati alla filiera dell'iter di approvazione delle stesse», evidenzia Masciocchi, «per le ditte edili i ritardi nell'erogazione dei Sal comportano la necessità di avere anticipi delle fatture da parte delle banche. Un percorso che, se non si chiude nei tempi previsti, costringe gli imprenditori a piani di rientro che incidono negativamente sul reating».
Ed è proprio la platea delle ditte edili, tra le più attive nelle domande di garanzia ai Confidi. «Il nostro ruolo», evidenzia Masciocchi, «è di supporto e rilascio delle garanzie che, a loro volta, sono coperte dal Mediocredito centrale, con un doppio vantaggio, per l'imprenditore che ha immediato accesso alle somme richieste e per le banche, che rischiano meno».
A soffrire di più, secondo Italconfidi, sono le imprese impegnate nella ricostruzione «alle prese con difficoltà di liquidità», dice Masciocchi, «e con tempi di pagamento delle fatture eccessivi. In provincia dell'Aquila anche i fondi antiusura non funzionano: come Confidi possiamo garantire pratiche fino al 90 per cento, ma da parte delle banche persiste una certa reticenza a concedere prestiti».(m.p.)
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