Italia Nostra: «Variante da bocciare»

San Vittorino, prosegue lo scontro con Soprintendenza e Anas: «Serve nuova autorizzazione»
L’AQUILA. È ancora scontro, tra Italia Nostra da una parte e Soprintendenza e Anas dall’altra, sulla realizzazione di una variante alla statale 80, all’altezza di San Vittorino, che in teoria dovrebbe eliminare il tratto che dalla rotonda su cui si innesta la viabilità realizzata in occasione del G8 nel luglio 2009 porta al Cermone.
La variante (25 metri di larghezza e 1 km circa di lunghezza) dovrebbe essere realizzata proprio alle spalle del teatro romano di Amiternum. Italia Nostra fa notare che l’autorizzazione della Soprintendenza – che ha dato il via libera all’appalto – non è più valida in quanto risale a più di 5 anni fa. «Il Codice dei beni culturali», sottolinea Italia Nostra attraverso uno dei suoi esponenti, Giovanni Cialone, «nella parte in cui definisce i termini di scadenza delle autorizzazioni paesaggistiche, testualmente recita: l’autorizzazione è efficace per un periodo di 5 anni, scaduto il quale l’esecuzione dei progettati lavori dev’essere sottoposta a nuova autorizzazione. In riferimento al progetto Anas relativo alla variante sulla statale 80 si rileva che l’autorizzazione paesaggistica concessa dalla Soprintendenza porta la data del 19 luglio 2012 e l’emissione del provvedimento finale della conferenza dei servizi da parte del provveditorato interregionale per le Opere pubbliche porta la data del 22 novembre 2012. Sia partendo dalla data dell’autorizzazione che da quella del provvedimento finale sono passati abbondantemente i 5 anni senza che siano iniziati i lavori. L’autorizzazione paesaggistica è scaduta e pertanto non si può procedere a espletare la gara sospesa e iniziare i lavori prima di una nuova autorizzazione. Invitiamo Soprintendenza, Anas e Regione a voler prendere i provvedimenti del caso. Qualora l’Anas abbia già riproposto istanza per ottenere nuova autorizzazione paesaggistica si invitano la stessa Anas, quale proponente, la Soprintendenza e la Regione a voler coinvolgere i portatori d’interesse, compresa Italia Nostra, nella determinazione della nuova autorizzazione così come previsto dalle norme».
Italia Nostra, nei mesi scorsi, aveva inviato un esposto alla magistratura per contestare proprio l’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza e in base a quell’esposto è stata avviata un’indagine. A febbraio la Soprintendenza, con una lunga nota, ha ribattuto alle contestazioni di Italia Nostra. La Soprintendenza ha confermato che sono stati fatti accertamenti scrupolosi dai quali viene fuori non solo che la nuova strada non danneggia nessun sito d’interesse archeologico ma che, anzi, l’eliminazione dell’attuale tratto della statale 80 ridarebbe unità all’area archeologica di Amiternum ricollegando il teatro all’anfiteatro. «Si ribadisce», scrive la Soprintendenza, «che la prescrizione della dismissione del tratto rettilineo della statale 80 che divide le due aree archeologiche relative alla città romana di Amiternum è stata posta alla base dell’espressione del parere ed è stato verificato che nel bando Anas, relativo al progetto esecutivo, sono previste somme per assistenza archeologica agli scavi, come prescritto dalla Soprintendenza ai beni archeologici competente e che al punto 13 della stessa relazione si riporta la seguente frase: per tale motivo il progetto si pone come obiettivo anche quello di valorizzare detta area archeologica. Infine, per quanto riguarda le considerazioni di carattere archeologico contenute nell’esposto, avanzate in modo superficiale e non documentato, occorre ribadire e precisare che la collocazione della cosiddetta terza area archeologica del castello medievale, che si trova sulla sommità del colle di San Vittorino, è ben distante dalla viabilità in progetto».(g.p.)
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