Itinerari religiosi per il rilancio turistico

Già installati i cartelli sul cammino dell’apostolo Tommaso, un percorso di 140 chilometri
SULMONA. Un circuito turistico di 140 chilometri, che unisce Sulmona a Pratola e a Roccacasale. Passa dal cammino dell’apostolo Tommaso il rilancio del turismo nel comprensorio peligno, con Sulmona socia del percorso di culto e cultura che apre la strada agli altri comuni. Un itinerario di 450 chilometri, che ripercorre le bellezze dell’Abruzzo e che riesce ad attirare visitatori da ogni parte del mondo. Non semplice pellegrinaggio, dunque, legato alla fede, ma turismo religioso a tutti gli effetti, in grado di coniugare le motivazioni cristiane a quelle naturalistiche, enogastronomiche, storiche, culturali e di tempo libero. Un treno dal grosso potenziale su cui l’amministrazione comunale sulmonese ha deciso di salire facendo da guida per l’intero territorio. I promotori dell’iniziativa, lanciata nel 2001 a Lanciano e che ora conta 15 associati e la consulenza tecnica di Fiera Srl, hanno incontrato l’assessore al Turismo Luciano Marinucci e i sindaci di Pratola, Antonio De Crescentiis, e di Roccacasale, Domenico Spagnuolo. L’intento è quello di partecipare ai prossimi bandi per realizzare nuova segnaletica. I cartelli turistici sul cammino dell’apostolo Tommaso sono già stati istallati in città e ora si tratta di proseguire il percorso e di unire gli altri comuni. Intanto, sono già pronte le brochure in sei lingue, dove vengono riportati numeri e indirizzi di strutture ricettive, oltre che le bellezze da visitare. Uno dei percorsi parte da Sulmona lungo i luoghi cari a Celestino V: la cattedrale di San Panfilo dove sono custodite le reliquie, l’abbazia di Santo Spirito, l’eremo di Celestino V, proseguendo poi per Roccacasale e l’abbazia di San Clemente a Casauria. 33 chilometri in totale, adatti a tutti per la mancanza di dislivelli e con un tempo di percorrenza a piedi di 8 ore. Riparte da qui il rilancio del turismo per Marinucci, che confuta i dati regionali sul calo delle presenze in città e rivendica un’inversione di tendenza rispetto al recente passato. «È vero che c’è stato un calo delle presenze straniere», spiega, « ma è stato compensato da un più 8,8% di italiani. Il nostro compito sarà quello di intercettare i flussi stranieri, puntando sul turismo religioso, sportivo e culturale. Sulmona si candida capofila di un percorso che deve riguardare tutto il territorio, partendo da eventi di livello per creare il prodotto Centro Abruzzo».
Federica Pantano
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