Jamm’ mo: «Il rilancio passa per l’unità territoriale»

SULMONA. Promozione sociale e culturale, attraverso la salvaguardia di ospedale e tribunale, in un’ottica di cooperazione territoriale che possa valicare confini e campanili. Questo il filo che ha...
SULMONA. Promozione sociale e culturale, attraverso la salvaguardia di ospedale e tribunale, in un’ottica di cooperazione territoriale che possa valicare confini e campanili. Questo il filo che ha fatto da trama all’incontro pubblico della neonata associazione Jamm’ mo di Sulmona, che ha voluto presentarsi alla città nella gremita sala del Gran caffè letterario. Il presidente dell’associazione Giuseppe Massaro, chiamato a presentare l’incontro dal giornalista e moderatore Antonio Ranalli, nel leggere un brano di Pasquale Giacchesio, scritto nel 1949 sul periodico “Il Sagittario”, ha voluto mettere in evidenza quanto nulla sia cambiato rispetto al passato nella mentalità del sulmonese. «Per i sulmonesi mai nessun uomo è all’altezza della situazione; mai nessun amministratore è dotato delle necessarie capacità e mai nessuna attività, benché espletata da un nostro concittadino, è degna di lode e approvazione. Tutto, in sostanza, è oggetto di continua derisione e cattiva considerazione», ha detto Massaro, «quindi, sarà necessario partire proprio da qui». Gli ha fatto eco il suocero, l’avvocato Lando Sciuba, già sindaco di Sulmona, che ha chiuso i vari interventi. «Ognuno di noi nel proprio piccolo deve rilanciare le sorti di questo territorio affinché gli venga restituita quella dignità e quell’orgoglio che ha fatto parte della storia dei nostri popoli», ha detto. «Se vogliamo bene al territorio in cui viviamo ciò non potrà non riguardare il futuro». Gli interventi che lo hanno preceduto sono scesi più nel concreto, toccando i temi caldi dell’ospedale e del tribunale. «Bisogna avere il coraggio di far diventare l’ospedale di Sulmona un presidio avente classificazione di primo livello con una forte vocazione specialistica sulla branca ortopedica», sono intervenuti i medici Mauro Gabrielli e Roberto De Santis, che hanno sollecitato un incontro con tutti i sindaci del territorio. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

