Jazz all’Aquila con Molinari e Sparagna

28 Luglio 2018

Cartellone presentato a Roma. Il sottosegretario Vacca: «Voglio impegnarmi in prima persona sulla ricostruzione»

L’AQUILA. Un esercito di centinaia di musicisti è pronto a invadere L’Aquila (e le altre zone del Centro Italia ferite dai terremoti del 2009, 2016 e 2017) per portare bellezza e speranza da condividere: dal 30 agosto al 2 settembre torna la grande mobilitazione del Jazz italiano per le terre del sisma, con quattro giorni di grande musica a Camerino (Macerata), Scheggino (Perugia), Amatrice (Rieti) e L’Aquila. La manifestazione, diretta dal musicista Paolo Fresu, coinvolgerà tutto il mondo del jazz con artisti da tutta Italia. Si inizia il 30 agosto alla Rocca Borgesca di Camerino, e gran finale domenica 2 all’Aquila, con appuntamenti disseminati in tutta la città: dai 100 violoncelli che con Giovanni Sollima suoneranno a San Bernardino a Joe Barbieri che si esibirà alla Casa dello Studente, fino al maxiconcerto all’Emiciclo con tanti artisti, tra cui Ambrogio Sparagna e Simona Molinari. Organizzata da “Il Jazz Italiano”, Associazione I-Jazz, Midj e Casa del Jazz, con la Siae come main sponsor, e promossa dal Mibact, l’iniziativa è stata presentata a Roma alla presenza del sottosegretario Gianluca Vacca, di Paolo Fresu, Filippo Sugar presidente Siae e Andrea Miccichè, presidente Nuovoimaie. Presenti Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Gaetano Blandini direttore Siae. «Sono emozionato, non in maniera retorica, perché per noi abruzzesi il 2009 è uno spartiacque: c’è un prima e un dopo», ha spiegato Vacca. «Il 2009 l’ho vissuto da cittadino, il 2016 da parlamentare, e da deputato della commissione Cultura ho cercato di dare un contributo concreto, e ora sono al governo. Voglio quindi in questa veste impegnarmi in prima persona sulla ricostruzione e sul restauro dei beni culturali, per questo ho chiesto al ministro la delega alla ricostruzione post sisma. Le mie prime visite da sottosegretario sono state all’Aquila e presto andrò a visitare i luoghi del sisma del 2016».
«La storia del jazz italiano si divide tra il prima e il dopo L’Aquila: dal 2015 in quest’esperienza straordinaria abbiamo coinvolto 2.500 musicisti. Poi, inseguendo il sisma dopo Amatrice, il festival è diventato nazionale», ha detto Paolo Fresu.