Jenca, il santuario è inaccessibile

Anche se non c’è neve la Provincia non rimuove la sbarra al centro della strada che porta al borgo
L’AQUILA. Una sbarra al centro della strada, posta a ridosso dell'incrocio tra le Statali 17 bis e 86, messa per volontà della Provincia per scongiurare problemi legati al pericolo neve. Anche se in stagioni come questa, il pericolo è relativo. Tanto basta per impedire ai turisti di raggiungere l'area della Jenca, se non oltrepassando la sbarra utilizzando una stradina secondaria, il cui accesso non è certo segnalato.
«Comitive di turisti, che arrivano anche in pullman, sono così costrette a fare marcia indietro perché è ancora chiusa la strada per il santuario di Giovanni Paolo II». La denuncia arriva da Pasquale Corriere, presidente dell’associazione culturale San Pietro della Jenca, che ogni fine settimana raccoglie lamentele di vari turisti che non hanno potuto visitare i luoghi cari al defunto pontefice canonizzato il 27 aprile dello scorso anno. La riapertura del tratto che conduce alla chiesetta è attesa ormai da giorni, anche in virtù del miglioramento delle condizioni climatiche. «La strada per il borgo di San Pietro», sostiene Corriere, «è ancora chiusa perché la commissione valanghe che fa capo al Comune non si riunisce per definire la riapertura. E adesso si verifica il paradosso per il quale la neve è ben distante dalla strada, tuttavia nonostante questo l’accesso è interdetto. Gruppi di persone che alloggiano negli alberghi di Fonte Cerreto hanno cercato di visitare il santuario ma non sono riusciti a passare perché la sbarra è abbassata. Inutile fare i proclami sul Giubileo se non si riesce ad aprire neanche una strada».
Raramente, la strada che conduce alla Jenca è interessata dal reale pericolo valanghe. Solo nel 2009, quando ci furono nevicate più sostanziose, ci furono alcune slavine. Ma il distacco della neve fu con ogni probabilità legato al susseguirsi delle scosse.
Fabio Iuliano
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