L’addio al cardiologo Emi in una cattedrale gremita

24 Settembre 2020

Familiari e colleghi salutano il 70enne. La moglie resta ricoverata in ospedale  Don Claide: «Soltanto Dio può giudicare». Pensiero commosso per i due figli

AVEZZANO. «Affidiamo il fratello Vittorio al cuore di Dio, affinché possa trovare la pace eterna cui ha aspirato». Con queste parole don Claide Berardi, parroco della cattedrale di Avezzano, ha accolto la bara di Vittorio Emi. Il cardiologo di 70 anni si è ucciso domenica nel cortile della palazzina di via Monte Grappa, ad Avezzano, dopo aver accoltellato la moglie Paola Lombardo (65), titolare di una profumeria in città e candidata alle elezioni comunali, al culmine di una lite per questioni familiari.
Il movente dell’aggressione sfociata in tragedia, e l’esatta ricostruzione della vicenda, che ha sconvolto un’intera città, sono ancora al vaglio dei carabinieri di Avezzano.
La cattedrale di San Bartolomeo, ieri pomeriggio, ha accolto familiari, amici e colleghi che hanno voluto rendere l’estremo saluto al dottor Emi, amato e stimato professionista, ed esprimere vicinanza ai figli della coppia, colpiti da un’immane tragedia familiare. In chiesa, per via del distanziamento sociale, è stato ammesso solo un ristretto numero di persone. Ma in tanti hanno voluto attendere il termine della cerimonia funebre sul sagrato della cattedrale per dare un ultimo saluto al medico. Un dolore composto e intimo quello di Riccardo e Adriano, figli di Vittorio e Paola. La titolare della profumeria Iride è ancora ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Avezzano in seguito ad un intervento chirurgico all’addome. Con probabilità nei prossimi giorni sarà ascoltata dagli inquirenti. «Siamo qui per celebrare la speranza che possiamo trovare nella parola di Dio, uno scudo per chi in lui si rifugia», dice don Claide nell’omelia, «alla parola del Signore non possiamo aggiungere altro, dobbiamo rispettare il suo insegnamento e imparare a valutare i fratelli non in base ai limiti che caratterizzano il nostro essere uomini perché saremo giudicati da Dio solo sulla verità. Nella sua vita terrena, Vittorio è stato testimone di disponibilità sia come uomo che come professionista. In particolare, si è mostrato disponibile e amorevole nel prestare servizio agli ultimi che venivano da diverse parti del mondo. Non bisogna andare oltre la parola di Dio», ribadisce ancora il sacerdote, «lo dico per i suoi figlioli Riccardo e Adriano, quest’ultimo mio allievo al Liceo. Il Signore possa guardare i gesti di carità di Vittorio affinché possa scoprire la pace sperata che non ha saputo trovare in vita».
Vittorio Emi sarà ricordato con una messa che verrà celebrata venerdì, alle 18.30, sempre nella cattedrale di Avezzano.
In attesa che Paola Lombardo renda la sua deposizione, gli investigatori stanno ascoltando familiari, amici e conoscenti della coppia, ma anche i colleghi di lavoro di Emi. Negli ultimi tempi è emerso che l’uomo era pensieroso, cupo e appariva un po’ dimagrito. Probabilmente un pensiero turbava la serenità della sua mente e il suo animo mite. Ma nessuno poteva immaginare il gesto di follia di domenica mattina.
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