L’agente stalker si difende: ero apprensivo
SULMONA. È stato ascoltato per quasi due ore l’agente penitenziario raggiunto la scorsa settimana dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento verso moglie e figli. Nel corso dell’interrogatori...
SULMONA. È stato ascoltato per quasi due ore l’agente penitenziario raggiunto la scorsa settimana dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento verso moglie e figli.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, Marta Sarnelli, l’uomo ha negato di aver maltrattato l’ex coniuge e i due figli minori. Nella versione fornita al gip, l’agente ha detto di aver avuto una condotta apprensiva ma non persecutoria, recandosi a Sulmona due volte la settimana ogni quindici giorni. Motivo per il quale la difesa ha richiesto la revoca della misura cautelare o di deroga per concedere all’uomo la possibilità di incontrare i figli.
L’agente penitenziario raggiunto dalla misura del divieto di avvicinamento dalla moglie e dai figli, si è difeso per quasi due ore, assistito dagli avvocati Alessandro Margiotta e Renato Torelli, sostenendo di non essere uno stalker.
L’uomo non può avvicinare la sua ex moglie, i suoi familiari e i figli minori dopo alcuni atteggiamenti, secondo l’accusa, «possessivi» e «ossessivi» nei confronti dei familiari.

