L’aggressore del carabiniere col reddito di cittadinanza

Revocato dal giudice dopo il ferimento: emergono altri particolari sull’accaduto Il Comitato commercianti: «Personaggio noto, i nostri allarmi inascoltati»
AVEZZANO. Un «epilogo già scritto» quello che ha portato al grave ferimento di un carabiniere della compagnia di Avezzano. Il dominicano autore dell’aggressione ai danni dei tre militari dell’Arma, che percepiva anche il reddito di cittadinanza, era un volto conosciuto nei dintorni di piazza Risorgimento e già aveva creato problemi in altre occasioni. È quanto affermano i commercianti del Comitato del centro che hanno scritto al commissario prefettizio di Avezzano, Mauro Passerotti, per evidenziare «una situazione di disagio tra gli esercenti, già denunciata da tempo, senza risposta alcuna».
L’ALLARME INASCOLTATO. «In merito all’aggressione avvenuta ai danni del carabiniere di Avezzano a ridosso della mensa Caritas, per mano del 41enne domenicano, già stranoto nel quartiere», ha dichiarato il vicepresidente del comitato “Commercianti centro città”, Giuliana Di Pasquale, «intendo rappresentare la questione al commissario prefettizio Passerotti perché il fatto accaduto al malcapitato carabiniere, al quale va tutta la solidarietà dei commercianti e residenti di zona, è solo l’epilogo prevedibile di una escalation di fatti di violenza e di disordini denunciati da tempo, ma mai presi in considerazione, e non più tollerabili. Il crescente degrado della zona non è un caso fortuito, ma ha precise responsabilità che vanno esaminate e affrontate subito, con estrema serietà e prima che accada l’irrimediabile». Già in un’altra occasione i negozianti di corso della Libertà e dintorni avevano presentato una denuncia a causa dei numerosi casi di microcriminalità avvenuti, in particolare quando alcuni stranieri avevano fatto irruzione all’interno di attività commerciali chiedendo denaro mentre erano in stato di alterazione psicofisica, probabilmente dovuta all’alcol, mostrando atteggiamenti violenti e pericolosi.
RESTA IN CARCERE. È stato convalidato dal giudice del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, l’arresto di Gustavo Ferneli Morrobel Rodriguez, il 41enne dominicano con precedenti penali accusato dell’aggressione di giovedì pomeriggio, all’angolo tra via Bagnoli e via Trieste. È stato sottoposto a rito direttissimo in streaming dal carcere di Vasto. Per ora l’uomo resterà in cella, così come stabilito dal giudice in sede di udienza. Deve rispondere dei reati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’udienza è stata aggiornata al 17 luglio quando si terrà il rito abbreviato chiesto dai legali dello straniero, gli avvocati Luca e Pasquale Motta, e concesso dal tribunale. La pattuglia era intervenuta perché lo straniero stava andando in escandescenza in mezzo alla strada, gridando e bestemmiando con atteggiamento violento nei confronti dei passanti. Gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato durante le indagini, subito dopo l’aggressione, un coltello a serramanico che era in possesso del dominicano (con lama di 9 centimetri). Secondo le indagini era stato utilizzato il 25 aprile nel tentativo di accoltellare un connazionale, tanto che era stato necessario l’intervento della polizia. L’uomo, in quell’occasione, era stato denunciato.
AVEVA IL SUSSIDIO STATALE. Dagli accertamenti dei carabinieri, è emerso che Morrobel Rodriguez, residente in una palazzina di via Roma ad Avezzano, aveva ottenuto ed era attualmente beneficiario del reddito di cittadinanza. Il giudice ha disposto nei confronti dello straniero, oltre alla custodia cautelare in carcere, anche la sospensione di tale sussidio statale, così come previsto dalla legge in caso di applicazione di misure cautelari.
IL FERITO. Resta in prognosi riservata il militare ferito, l’appuntato scelto Vito La Mendola, ricoverato nel reparto maxillo facciale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Domani dovrebbe essere sottoposto a un intervento chirurgico. Durante l’operazione di giovedì sono rimasti feriti, se pure in modo lieve, anche altri due carabinieri, I.C. e V.C., con prognosi di 15 e 3 giorni. La Mendola e un altro militare sono stati feriti in strada, un terzo in caserma, dove il dominicano era stato portato. L’inchiesta è coordinata dal pm Lara Seccacini.
«SPARATEMI». Un testimone, agli atti dell’inchiesta, A.S., ha raccontato che l’uomo gridava ai carabinieri: «Sparatemi, sparatemi, tanto in Italia non mi succede niente». E poco prima dell’intervento dei carabinieri urlava frasi all’indirizzo dei passanti: «Italiani di m..., vi ammazzo tutti, bastardi!»
SOLIDARIETÀ AL 112. Molte le telefonate arrivate al 112 da parte di cittadini che hanno chiesto informazioni sulle condizioni del militare ricoverato, esprimendo vicinanza all’Arma. Una manifestazione con una delegazione di persone, organizzata da Erasmo Marianetti, si è svolta alle 15 di ieri davanti alla caserma dei carabinieri di Avezzano. I manifestanti sono stati ricevuti dal comandante della compagnia Pietro Fiano.
INTERVIENE LA MELONI. «Massima solidarietà al carabiniere brutalmente malmenato ad Avezzano», è stata espressa dal leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, «abbiamo il dovere di difendere chi ci difende».
E ANCHE IL M5S. «La delinquenza esiste e basta, e strumentalizzare vicende come questa può solo istigare altra violenza», dichiarano la senatrice Gabriella Di Girolamo e il deputato Valentina Corneli del Movimento 5 Stelle, «l’impegno di chi rappresenta le istituzioni è quello di garantire alle forze dell’ordine tutti gli strumenti necessari allo svolgimento della loro funzione, quindi dotazioni specifiche e equipaggiamenti di autodifesa».
IL SINDACATO E IL TASER. A chiedere l’impiego del taser è anche il Nuovo sindacato carabinieri. «Un equipaggiamento ergonomico e un sistema di difesa elettronico come il taser», spiega Roberto Di Stefano, segretario nazionale del sindacato, «promesso da anni ma ancora non distribuito per tutte le pattuglie, aiuterebbe la risoluzione di questo tipo di eventi in modo rapido e soprattutto in sicurezza».
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