L’agguato al carabiniere per una donna contesa

Magliano, gli inquirenti indagano sulle frequentazioni del brigadiere in congedo Le telecamere potrebbero aver ripreso l’auto dell’uomo che ha sparato
MAGLIANO DE’ MARSI. La morbosa gelosia nei confronti di una donna. Sarebbe questo un possibile movente alla base dell’attentato nei confronti del brigadiere dei carabinieri in pensione, di Magliano, Armando Di Lorenzo. È questa la pista su cui si stanno concentrando le indagini dei militari della compagnia di Tagliacozzo. E la svolta potrebbe arrivare con le riprese delle telecamere di videosorveglianza installate in paese dal Comune.
Le telecamere avrebbero potuto aver ripreso l’auto su cui viaggiava chi ha agito la notte tra domenica e lunedì, in piazzale Amiconi a Magliano, davanti la casa in cui il brigadiere dormiva con la moglie e le sue figlie. I carabinieri, al comando del capitano Edoardo Commandè, stanno lavorando per cercare di dare un’identità a chi ha attirato fuori casa in piena notte, il brigadiere.
Di Lorenzo, in congedo da circa quattro anni, lavorava alla procura del tribunale militare di Roma.
Un vero e proprio agguato organizzato nei minimi dettagli, nel quale un uomo, come si vede dalle telecamere di videosorveglianza installate sul portoncino della sua abitazione, ha prima lanciato tre ordigni rudimentali e poi ha sparato due colpi con un fucile da caccia calibro 12. Il primo colpo ha scaraventato una raffica di pallini di piombo, che si sono conficcati sul volto e sulla gola del 61enne e dopo. Poi i nove pallettoni calibro 12, miracolosamente schivati dall’ex carabiniere, andati a conficcarsi nel portoncino. Gli uomini del nucleo operativo al comando del luogotenente Marco Romano, coordinati dal pm Maurizio Maria Cerrato, stanno seguendo diverse piste. Alla caserma di Magliano, il maresciallo Gabriele Di Giosia continua ad ascoltare amici e conoscenti di Di Lorenzo e di una donna, molto vicina all’ex brigadiere.
Le piste sono dunque diverse. Tra le altre, una lite in un locale marsicano – finita con diverse querele che hanno creato molti dissapori in paese – nella quale sono rimaste coinvolte anche persone care a Di Lorenzo.
Ai carabinieri che stanno conducendo le indagini, l’ex brigadiere ha detto che quella notte non è riuscito a vedere chi gli sparava, perché i colpi – esplosi dall’altro lato della strada – lo hanno colpito subito al volto.
E soprattutto davanti al lui c’erano le fiamme alte, provocate dalle palline di Natale riempite di benzina esplose vicino al portone di casa per indurlo ad affacciarsi fuori. Gli investigatori lo hanno interrogato diverse ore, scavando anche nell’ambito di relazioni personali che andrebbero avanti da diverso tempo e su cui ancora non è stata fatta chiarezza.
Ma se le telecamere dell’abitazione di Di Lorenzo hanno restituito immagini molto buie, dove si vede solo una figura scura muoversi, probabilmente a volto coperto, quelle del Comune (a Magliano ce n’è più di una) potrebbero aver ripreso almeno l’auto con cui l’autore dell’agguato potrebbe essersi allontanato.
Intanto l’ex brigadiere continua a rimanere ricoverato in ospedale. Ieri ha subìto un altro intervento per la rimozione dei pallini di piombo che gli si sono conficcati sul collo.
Magda Tirabassi
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