L’albergatore Carissimi: in centro si fa fatica, ma che soddisfazione

18 Ottobre 2019

L’AQUILA. L’hotel L’Aquila è l'unico in centro storico con il servizio ristorante. Inaugurato da poco più di un anno, si affaccia sul corso principale, proprio di fronte alla sede della Camera di...

L’AQUILA. L’hotel L’Aquila è l'unico in centro storico con il servizio ristorante. Inaugurato da poco più di un anno, si affaccia sul corso principale, proprio di fronte alla sede della Camera di commercio. Fino a dieci anni fa, il luogo più frequentato della città, dai turisti e dagli aquilani, per lo “struscio” serale.
Immagini rare adesso, tranne nei giorni di festa, quando qualche evento richiama gente in centro. Ma il proprietario, Giorgio Carissimi, storico gestore anche del bar Duomo, non si è lasciato intimorire dall'incertezza degli incassi. Lui, che nella rinascita del tessuto produttivo aquilano ci crede eccome, tanto da continuare ad investire. E la stagione che si è conclusa da poco gli ha dato ragione.
Quanto fatica si fa ad avere un'attività in centro?
«Tanta, ma le soddisfazioni non mancano. Non ho uno storico che possa fornire termini di paragone per l'albergo, avendo aperto da poco più di un anno. La stagione 2018 è andata un po’ più a rilento, ma quest'estate le presenze sono state importanti. Tra giugno e settembre abbiamo aumentato il fatturato del 20% rispetto ai mesi precedenti. L'hotel era quasi sempre al completo: una ventina di stanze per 50 posti letto totali».
Le prenotazioni dei turisti sono state costanti?
«Il flusso di presenze non ha subìto grandi sbalzi, soprattutto nella prima parte dell'estate. A luglio e nel periodo della Perdonanza abbiamo registrato una leggera flessione. Fino al 23 agosto si è lavorato a ritmi serratissimi, senza pause. Sono arrivati turisti da ogni parte d'Italia, ma nessuno conosceva la Perdonanza. Gli unici ospiti che hanno soggiornato nel nostro albergo appositamente per l'evento sono gli artisti degli spettacoli».
Quanto funziona oggi, a suo avviso, il brand L’Aquila?
«È necessario spingere sulla promozione, con particolare riferimento proprio all'apertura della Porta Santa e all'Indulgenza plenaria, che rappresentano un patrimonio enorme per la nostra città, su cui lavorare per incrementare le presenze, non solo limitatamente al periodo di agosto».
Da dove arrivano i clienti dell'hotel L'Aquila?
«Tantissimi dalla Toscana. Molti turisti hanno spezzato il viaggio: erano diretti al Sud, in Puglia, qualcuno a Matera, e hanno fatto tappa all'Aquila per qualche giorno. Non più di due-tre notti di permanenza. Ma abbiamo avuto prenotazioni anche da Venezia, Milano e Trento».
Flussi turistici legati solo al decennale?
«In Italia c'è tanta voglia di solidarietà: molti clienti mi hanno detto chiaramente che volevano dare un piccolo contributo agli aquilani, visitare la città. Certo, la curiosità legata ai dieci anni dal sisma ha giocato la sua parte. Ma non possiamo certo vivere sull'onda del terremoto. Se promuovi il territorio, se ti fai conoscere all'esterno, se esporti le bellezze storico-naturalistiche, e ne abbiamo, il ritorno arriva come conseguenza naturale. È quello che dobbiamo fare all'Aquila». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.