L’alpino Cesidio e quel legame in guerra

Trasacco, soldato friulano dà al figlio il nome del suo commilitone morto tra le sue braccia in Russia
TRASACCO. Quando se lo vide morire tra le braccia, in mezzo alla neve, eroicamente, gli fece una promessa: «Se un giorno avrò un figlio gli darò il tuo nome, lo chiamerò Cesidio». È la commuovente storia di due soldati italiani, in guerra durante la campagna di Russia, nel 1941. Il primo, Mario Dalla Bona, del Friuli Venezia Giulia, il secondo un tenente marsicano, di Trasacco, morto coraggiosamente tra il freddo lungo il fiume Don e di cui si ignora ancora il cognome. Quel figlio che doveva nascere oggi ha 65 anni, si chiama Cesidio (nome del Santo patrono di Trasacco) è un alpino e per un puro caso ha incontrato proprio la delegazione trasaccana in un raduno di qualche mese fa. Tanto che è stato invitato alla festa del paese per sfilare con lo stendardo del Friuli. Questo alpino si chiama Cesidio in ricordo di un’amicizia tra suo padre e l’ufficiale trasaccano. Durante la festa patronale ha sfilato in processione con la bandiera del suo gruppo ed è stata una grande festa. Cesidio Dalla Bona, di Azzano Decimo, molto attivo nel volontariato e nel mondo della disabilità, durante un’adunata a Pordenone si è trovato di fronte gli alpini del gruppo di Trasacco che gli hanno chiesto informazioni. Si è offerto di accompagnarli e, durante il tragitto, ha confessato di avere un legame con l’Abruzzo. Il padre aveva vissuto il dramma della guerra al fianco di un tenente marsicano. Insieme avevano tentato di fermare l’offensiva sovietica che travolse i Corpi d’armata italiani, costretti a combattere in situazioni climatiche difficili e con equipaggiamenti poco adatti a quel tipo di territorio. Nonostante il coraggio con cui affrontò il nemico, la giovane penna nera marsicana non ce la fece e perse la vita tra le braccia del fedele compagno. In punto di morte il friuliano gli promise che avrebbe chiamato il figlio Cesidio, in modo da suggellare questa amicizia. Una storia incredibile che rischiava di finire nell’oblio per sempre, ma una casualità voluta dal destino lo ha impedito. Il Gruppo alpini di Trasacco, sezione Abruzzi, guidato da Ernesto Sforza, ha ospitato l’alpino Cesidio in paese in modo da restituire un omaggio al gesto del genitore, uomo e soldato d’onore che ha mantenuto una promessa. Virtù d’altri tempi.
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