L’amico: «Una fiammata rossa, sembrava di fluttuare in aria»
«Un lampo, poi la fiammata rossa. Ti sembra di fluttuare nell’aria. Poi hai le gambe paralizzate. Ma la cosa peggiore è, quando riacqusisci la lucidità, scoprire che l’amico che è con te non risponde...
«Un lampo, poi la fiammata rossa. Ti sembra di fluttuare nell’aria. Poi hai le gambe paralizzate. Ma la cosa peggiore è, quando riacqusisci la lucidità, scoprire che l’amico che è con te non risponde più». Questo il racconto choc fatto da Cristian Damiani, il 24enne romano colpito sabato dal un fulmine insieme a due degli amici con cui stava riscendendo verso Campo Imperatore. «Fortunatamente sto bene», ha aggiunto. È stato lui, insieme a Manuel Annese, a soccorrere per primo il terzo ragazzo della comitiva, Simone Toni. Il 24enne ha raccontato quanto successo in quei tragici istanti: «Nell’arco di un quarto d’ora o venti minuti ha cominciato a piovigginare, poi la pioggia ha aumentato sempre più di intensità. Noi, mentre scendevamo, stavamo ridendo e scherzando: da lì a pochi minuti saremmo entrati in macchina, avremmo mangiato un panino e poi ci saremmo messi in viaggio per tornare a casa. Mentre ne parlavamo, è comparso un lampo davanti ai nostri occhi. Ho visto solo una fiammata rossa, mi sono contratto e piazzato in posizione fetale, sembrava come se stessi fluttuando in aria perché vedevo tutto intorno a 360 gradi. Quando ho ripreso lucidità ero seduto per terra. Io e Manuel per qualche istante abbiamo avuto le gambe paralizzate, quindi abbiamo strisciato verso Simone che era sdraiato a faccia in giù in una pozzanghera. Voltandolo abbiamo visto che non respirava e non aveva battito. Gli abbiamo praticato subito il massaggio cardiaco».

