L’Anas ignora l’ordinanza del Tar e la Tiburtina Valeria resta chiusa

15 Luglio 2021

Il tratto tra Corfinio e Popoli non è stato riaperto al traffico, anzi le ruspe continuano a lavorare L’avvocato del Comune: «Atteggiamento incomprensibile che può danneggiare l’Azienda stessa» 

SULMONA. Ancora un rinvio, con l’Anas che non ha ancora ottemperato all’ordinanza del Tar.
Da lunedì, giorno in cui l’Anas avrebbe dovuto riaprire il tratto della Statale Tiburtina Valeria tra il bivio di Corfinio e Popoli, così come avevano ordinato i giudici amministrativi del Tar Abruzzo, l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade sta continuando a scavare e a ignorare la disposizione dei giudici. Il cantiere, infatti, non si è mai fermato, con le ruspe che hanno proseguito nella loro opera di demolizione rendendo la situazione ancora più complicata rispetto a qualche giorno fa. Che l’Anas voglia eludere l’ordinanza del Tar lo dice chiaramente l’avvocato Sergio Della Rocca, che sta curando, per conto del Comune di Popoli, il ricorso contro la decisione dell’Anas di chiudere per un mese i 5 chilometri di Tiburtina Valeria che di fatto hanno isolato la Valle Peligna dall’Alta Val Pescara, creando notevoli problemi alle attività e ai residenti sia di carattere economico sia logistico. «Un atteggiamento, quello dell’Anas, che non riusciamo proprio a capire», afferma il legale. «Chiedere continui rinvii per non affrontare il problema mi sembra quantomeno irrispettoso nei confronti delle popolazioni residenti e soprattutto dei giudici del Tar, che già da sabato scorso si sono pronunciati chiaramente sulla vicenda, disponendo l’immediata sospensione dell’ordinanza con cui l’Anas, in maniera del tutto arbitraria, ha chiuso la strada senza alcun preavviso, noncurante dei problemi che tale decisione andava a creare a chi vive e lavora in questo comprensorio».
Il comportamento dell’Anas secondo l’avvocato del Comune, potrebbe ripercuotersi pesantemente proprio nei confronti della stessa società stradale che, bisogna ricordare, figura tra quelle in conto economico consolidato dello Stato. Questa mattina, nell’incontro fissato davanti al prefetto si dovrebbe capire in maniera definitiva quali siano le reali intenzioni dell’Anas. «Di certo non resteremo con le mani in mano nel caso in cui la società dovesse proseguire nel suo assurdo atteggiamento», avverte l’avvocato Della Rocca.
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