L’Anpi: «No al commercio di simboli fascisti»

13 Gennaio 2024

La sezione marsicana lancia la proposta dopo il caso degli stemmi della X Mas nelle calze della Befana

CAPISTRELLO. La battaglia dell’Anpi Marsica è quella di vietare la vendita e la promozione di simboli ed emblemi nazifascisti. L’iniziativa ha preso vigore dopo il caso delle patch della X Mas trovate all’interno di alcune calze della Befana donate ai bambini di Capistrello e Cerchio. Il Comune di Capistrello e il sindaco Francesco Ciciotti – con il sostegno della stessa sezione marsicana dell’Anpi – hanno presentato una querela per diffamazione, dopo le critiche arrivate da cittadini ed esponenti politici che hanno posto l’accento sulle «responsabilità» dell’ente su quanto accaduto. Sui fatti indagano i carabinieri.
Secondo quanto ricostruito in questi giorni, il materiale spuntato nelle calze appartiene ai prodotti invenduti da alcune edicole del Casertano, e inserito per sbaglio nelle calze dalla Magia Animation srl, azienda che ha fornito all’associazione MagicaBula i prodotti da destinare alle amministrazioni comunali di Capistrello e Cerchio. Si tratta di un’ipotesi che scagionerebbe dunque sia i fornitori che i comuni interessati dalle accuse di «fascismo».
«La vendita di questi prodotti è legale», spiega Augusto Di Bastiano, segretario dell’Anpi Marsica, «chiederemo il supporto anche dell’Anpi nazionale per fare in modo che simboli fascisti o nazisti, contrari ai valori della Resistenza, possano finire in commercio e, così come accaduto, all’interno di prodotti destinati ai bambini».
L’Anpi Marsica, inoltre, ha sottolineato le attività svolte in molte scuole del territorio, per diffondere i valori della Resistenza e della lotta contro il regime fascista. Un’iniziativa promossa dallo stesso Di Bastiano e dal presidente Giovanni D’Amico. (l.p.)
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