L’Api boccia il “Progetto Abruzzo”

5 Maggio 2017

Mari Fiamma: «La Camera di commercio deve ritirare la delibera sull’aumento delle tasse»

L’AQUILA. «Chiediamo al presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, di ritirare immediatamente la delibera che autorizza il “Progetto Abruzzo”, con uno stanziamento di circa 300 mila euro l’anno per un progetto di marketing territoriale, tenuto nascosto fino all’ultimo momento, e approvato in tutta fretta senza sottoporlo preventivamente al vaglio delle assocazioni di categoria. Progetto da finanziare con un aumento del 20 per cento delle tasse alle imprese». Dopo Confindustria, l’unica a votare contro il progetto, la smarcatura di Domenico Venditti, assente alla riunione di giunta ma contrario al provvedimento e la richiesta della Cisl provinciale di annullare la delibera, a scendere in campo è l’Api. Il presidente provinciale dell’Associazione piccola industria, Massimiliano Mari Fiamma, boccia il progetto. E sollecita l’annullamento della delibera. Tutto da rivedere, secondo l’Api, «ci sono troppi passaggi non chiari. Non sono stato presente alla riunione del consiglio camerale che ha dato il via libera al progetto», spiega Mari Fiamma, «in quanto fuori per lavoro. Di solito, il consiglio viene convocato con un mese di anticipo: stavolta il presidente ha lasciato un margine di una settimana, facendo tutto in gran fretta e portando all’attenzione dei componenti un progetto mai visionato e discusso».
Mari Fiamma fa notare come «in vista dell’unificazione delle Camere di commercio dell’Aquila e Teramo, l’attuale legislatura sia solo di scopo: un momento di transizione in cui non si è mai discusso se non di ordinaria amministrazione. Non vi sono spazi economici per iniziative di qualsiasi tipo: adesso», incalza Mari Fiamma, «si alzano le tasse alle imprese per finanziare un progetto che, evidentemente, fa gola a qualcuno. Un documento comparso all’improvviso, in cui non si fa menzione di quanto andrà a beneficio delle aree interne, e soprattutto non concordato con le associazioni di categoria, che non risponde alle reali esigenze del territorio». Sotto accusa, in particolare, l’individuazione di un soggetto specifico beneficiario di buona parte dei finanziamenti: le Dmc. «Chiediamo il ritiro immediato della delibera», afferma Mari Fiamma, «e la revisione del progetto che identifica, come unico beneficiario esplicito le Dmc. Il sospetto che vi sia un interesse specifico è legittimo, anche alla luce della fretta di arrivare all’approvazione del documento, redatto in maniera carbonara». (r.aq.)
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