L’appello dei parroci: potenziare l’ospedale

I tre sacerdoti di Pescina alle istituzioni: «Raccolte tante lamentele, una sanità sicura è diritto di tutti»
PESCINA. Tre parroci si appellano alle istituzioni e chiedono di potenziare l’ospedale Serafino Rinaldi di Pescina e, più in generale, la sanità nella Marsica.
Don Giovanni Venti, parroco di Santa Maria delle Grazie di Pescina, don Michele Saltarelli, parroco di San Giuseppe di Pescina e don Tonino Spanalatte, amministratore parrocchiale di Santa Maria del Carmine nella frazione di Venere, intervengono sulla questione.
«Nei giorni di festa natalizi», è la premessa dei tre sacerdoti, «passando vicino all’ospedale ne abbiamo ammirato le luci dell’addobbo fatto all’esterno, ci ha fatto piacere perché l’idea, suggerita dai catechisti ai nostri bambini e ragazzi, è stata un modo per esprimere e sentirsi vicini agli ammalati, ai medici che tanto hanno fatto e stanno facendo in questo periodo così particolare. Un’atmosfera che sembrava ridare vita alla nostra città. Purtroppo è stato solo per quel momento». I parroci di Pescina dicono infatti di avere visto «tanta sofferenza e preoccupazione, con l’ospedale di Avezzano al collasso, mentre quello di Pescina con stanze spaziose e ben tenute e letti liberi, neanche preso in considerazione». E aggiungono: «Se non i malati di Covid, almeno altri con altre patologie potevano essere accolti. Noi parroci del comune di Pescina abbiamo ascoltato e raccolto il lamento di tante persone che vivono la situazione attuale con paura, ansia e angoscia. Persone che confidano in chi può garantire una maggiore sicurezza nei luoghi in cui si vive quale un presidio ospedaliero». Don Giovanni, don Michele e don Tonino hanno chiarito di non voler entrare nel merito di questioni politiche, che non competono loro, ma semplicemente di voler dare un suggerimento. «Dato che la salute non ha colore politico, ma ricordando che la salvaguardia di essa è un diritto di tutti», concludono i parroci, «non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo tacere. Supplichiamo con forza chi può intervenire, prendendola a cuore, a risolvere la questione tormentata della sanità e potenziando l’ospedale Serafino Rinaldi». (e.b.)

