L’appello del vescovo: sì a un nuovo Rinascimento

7 Maggio 2016

Dopo il monito alla politica, Spina torna alla carica a favore della cultura Obiettivo: riportare l’attenzione su un settore in perenne affanno

SULMONA. Un appello a sostenere il mondo dell’arte e della cultura, come valori in grado di nobilitare l’animo umano. Tocca ancora una volta al vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina, farsi promotore di iniziative per superare il momento di grossa difficoltà che stanno vivendo associazioni e enti culturali, dedicando loro il Giubileo degli artisti e della cultura che si celebrerà oggi dalle 18 alla cattedrale di San Panfilo. Un appuntamento che – a meno di un mese dalle elezioni amministrative – rimette al centro del dibattito cittadino il ruolo degli operatori culturali, in perenne affanno e difficoltà, tra contributi pubblici ridotti al lumicino, sostegni e agevolazioni che spesso restano su carta e poche facilitazioni anche dal punto di vista della gestione degli spazi urbani. Oltre alla chiara valenza cattolica del messaggio, che è alla base dei vari appuntamenti giubilari, non è difficile cogliere anche il senso civico e politico dell’iniziativa in una città che prova a fare di eventi e manifestazioni culturali il suo fulcro da anni. Prova ne sia la riacquisita vitalità conseguente alla riorganizzazione da quest’anno, ad esempio, del Premio Capograssi dopo un lungo periodo di stop, o della stagione concertistica della Camerata musicale legata a doppio filo coi lavori di ristrutturazione del teatro Caniglia, del Certamen ovidianum vinto quest’anno da uno studente americano. Niente a confronto di quello che si dovrà fare l’anno prossimo per celebrare nel migliore dei modi il bimillenario dalla morte del poeta Ovidio. Ci sarà molto lavoro da fare, ma il vescovo intanto promuove il Giubileo dedicato alle arti e alla cultura. «È ora che si riallacci quella feconda alleanza tra Chiesa ed arte che ha segnato largamente il cammino del cristianesimo in questi due millenni», interviene Spina. «Ciò presuppone la vostra capacità, cari artisti credenti, di vivere profondamente la realtà della fede cristiana, così che essa diventi generatrice di cultura e doni al mondo nuove epifanie della bellezza divina, riflessa nella creazione». Da qui l’appello a riappropriarsi della fede. «Venire per celebrare il giubileo significa fissare lo sguardo sul volto di Cristo, per lasciarsi inondare dalla sua luce», aggiunge Spina. «Si tratta, in certo senso, di “scalpellare” la pietra del nostro cuore, perché affiorino i lineamenti di Cristo, l’uomo nuovo».

Federica Pantano

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